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Tomo XXX. [Supplimento.]
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ij66 La v attua

acqua forte «la partire, allungato con l’a-cqua,bagnando con esso il luogo macchia-to, poi levando tutto 1’ umido col porrela stampa fra due fogli sotto lo strettoio, erinnovando l’operazione fino a che la mac-chia sia affatto sparita. Onesto metodo deeessere eseguito con molta cautela ed atten-zione ; imperciocché se si lascia 1’ acidomolto sopra la carta, abbrucia la sostanzavegetale che la compone, ed in quel luogoove è la macchia, produce rottura : perciòsi dovrà ricorrere a questo reagente all’u-nico caso di non poter usare di quell? cheindicheremo in appresso; 2 .° Dieudonnésuggerisce di prendere sci parti di cremoredi tartaro, di sciogliere questa sostanza inacqua distillata e di fregare bene il luogoove sono le macchie, ed in seguito lavarlocon acqua chiara; 5.° il mezzo più sicuroè quello dell’ acido ossalico o dell’ ossala-to di potassa o sale d’ acetosella, scioltonell’ acqua distillata e tiepida, con la qualesoluzione si dovranno lavare le macchie ;1’ effetto ne è egualmente pronto che cer-to. Le macchie untuose poi si levano conuno dei mezzi seguenti. Si può prenderedella steatite o pietra da sarti, ridurla infinissima polvere, metterla sopra e sottodella stampa macchiata, tenervela median-te altri pezzi di carta e sottoporre la stam-pa all’azione dello strettoio. Se questo me-todo non fosse stato bastante, si possonoallora imbevere i luoghi untuosi con F e-tere o con F alcole canforato, poi porvidella terra di purgo che si dovrà tener fer-ma coi soliti pezzi di carta, indi far usodello strettoio. Giobert suggerisce di toc-care il luogo macchiato per mezzo di unpannolino con ammoniaca caustica allun-gata, e di lavare in seguito il luogo mac-chiato con molta acqua distillata : ma que-sto reatlivo dee essere usato con moltacautela, perchè la materia vegetale dellacarta non venga distrutta. Impiegossi confelice successo questa stessa sostanza ser-

Litatciu

vendosi di un semplicissimo apparecchio.Si è preso un piccolo matraccio, vi si poserodue parti di calce caustica ed una di idro-clorato d’ammoniaca o sale ammoniaco,siè bagnato il luogo della macchia con acqua,poi si è diretto sul luogo preparato il gasammoniacale che si separava dal piccolomatraccio, cercando di accelerare lo svilup-po del gas con la azione del fuoco, ed ag-giugnendo alle suddette materie contenutenel vaso, una piccolissima quantità d’acqua..Tanto col mezzo indicalo da Giobert, quan-to con F altro l’ammoniaca combinasi conla materia untuosa e forma un saponecheposcia con F acqua levasi dalla carta.

(Giuseppe Gicm.)

Lavatura delle pitture a j'resco. Pos-sonsi queste ripulire stropicciandole conianafta e passandovi sopra una mano di ce-ra bianca saponizzata dalla soda e scioltain una vernice. Si assicura però che ot-tiensi un ottimo effetto adoperando inveceil latte caldo.

(Giuseppe Gici.j.)

Lavatura delle pitture ad olio. Primadi accignersi ad operare sopra un qua-dro per ristabilirlo in buon essere, si deelevare la tela dipinta dal suo telaio estenderla con diligenza sopra una tavolaben levigata, usando ogni attenzione pos-sibile perchè non si formino le pieghe,le quali, quantunque piccole, potrebbe-ro essere causa d’ alterazione alla pittu-ra. E necessario inoltre che F operato-re sia attento nell’ applicazione dei reatti-vi sul quadro, dei quali si parlerà in ap-presso, ad astenersi dal calcare troppo lamano sopra la tela, come ancora dal muo-verla circolarmente e dal bagnare di sover-chio il quadro medesimo con la materiaastergente. Tutte queste precauzioni sononecessarie,perchè la vernice delle tinte checompongono la pittura, non iscrepoli, co-munque insensibilmente, mediante il motodella mano, e non entri per quelle sciupo-