LAVATURA
fel ina della stampa e della stessa misura ;s’jntroduce nel vano di esso la stampa epassando pel verso della sua lunghezzac larghezza certi fili a guisa di rete, lasi ritiene in modo che non possa esseresmossa nè portata via dal vento. Si rivol-ta sopra P altra faccia, quando P una èstata esposta per qualche giorno alla in-fluenza della rugiada. L’ operazione si ese-guisce ancor meglio e più presto, tenendola stampa sopra terreno erboso e lascian-docela stare anche pel corso di tuttala notte : quando sembra aver ricevuto loimbiancamento che si desidera, si levalamattina di buon’ ora, mentre è ancora u-mida, si colloca fra altre carte, e si sotto-pone allo strettoio.
Possono anche lavarsi le stampe me-diante una lisciva alcalina in parte ed inparte con P acqua pura. Si prepara una li-sciva non troppo concentrata con ceneridi sarmenti, lucendovi bollire sopra dell’a-cqua di pioggia per un poco di tempo edecantandola. Uopo alcuni giorni di ripo-so si ha in uno stato di perfètta limpidez-za. Questa lisciva si colloca in un vaso dirame e si la bollire. Le stampe devono por-si ira due pezzi di cartone legati insiemecon funicella, ma non tanto stretti daqueste che impediscano al liquido di po-ter penetrare nei cartoni e per conseguen-za nelle stampe. Disposte a questo modole carte da lavarsi, mettonsi a bollire perdieci minuti nella lisciva ; si levano da essa,si liberano i cartoni dalle legatore fattevicon la cordicella, si pongono sotto il tor-chio e vi si lasciano per un quarto di ora,ma in maniera tale che non possano in-steme attaccarsi ; ne esce la materia grassaunitameute alla lisciva : si tornano poi alegare da capo e si fanno bollire per sei mi-nuti nella solita soluzione alcalina ; quin-di si premono al solito le stampe tuttoracalde ; si rilegano con la medesima funi-cella, si mettono e si lasciano per pochiSu Pl >l. Dà. Tecn. T. XFL
Lavatura f> 5
minuti in altro vaso pieno di acqua bol-lente che termina di nettarle. Si lascia-no sgocciolare all’ ombra e quando sonoquasi asciutte, si mettono in una soluzionedi allume di rocca, rimiavando questo ba-gno una seconda volta, dopo avere levati icartoni che stavano al di fuori per difesadelle stampe medesime, l’ongonsi in que-sta soluzione, perchè con le precedentioperazioni, rimasero fragilissime, avendoperduta tutta la colla, che loro dava cor-po consistenza. Oliando la carta si èimbevuta della soluzione alluminosa si èfortificata talmente che si potrebbe scri-vervi con l’inchiostro senza correre peri-colo di vederlo dilatarsi. Finisconsi diasciugare all’ ombra le stampe, lasciandolesopra un panno, e si compie l'operazionecol porle un poco umide tra due cartoni,che si sottopongono alla pressione del tor-chio. Prima di eseguire 1’ operazione se-condo questo metodo, deesi tentarla soprapezzi di carta della medesima qualità pervedere se nello spremere la lisciva si for-masse una pasta e si attaccassero insiemei cartoni, lo che accade specialmente sela carta stampata è molto sottile: se ciòfosse bisognerebbe rinunziare a porre inopera in quel caso il metodo sopra indicato.
Quando le stampe si lavano con 1’ azio-ne del cloro, tutte le macchie che aveva-no svaniscono ; ma se non si vuole servir-si di questo mezzo, o non siasi in grado diporlo in esecuzione per mancanza deglistrumenti necessari, ovvero per timore deisuoi effetti nocivi agli organi della respi-razione, in questo caso sì le macchie d’in-chiostro che quelle prodotte dalle so-stanze untuose si devono levare prima disottoporre le stampe alle altre operazioniindicate; specialmente poi se si adopera ilmezzo d’ imbiancamento con 1’ acqua pu-ra, ovvero con la rugiada. Se si tratta ditogliere la macchie d’inchiostro si posse-»no usare tre metodi: i.° l’acido nitroso p
59