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Tomo XXX. [Supplimento.]
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loro domimi, mediante impieghi onorificida esercitarsi in vicinanza, di qnelli conla considerazione di cui godranno nelloro distretto, con la speranza delle fun-zioni pubbliche alle quali la elezione po-trà innalzarli, e più ancora cogli onorie con le distinzioni che il governo accor-derà a quelli che si renderanno utili. Quin-di fra essi si dilaterà F agiatezza ; diminui-rà F ingombro della popolazione nelle no-stre città ; meno le agiterà il pauperismo ;la miseria che meno si farà sentire, saràmeno costosa da alleviare ; la popolazioneche resterà avrà più opera, ereditando illavoro di quella che emigrerà nelle cam-pagne ; i faziosi avranno in mano minoristranienti di disordine; si accrescerà lamoralità del popolo ed il governo, piùforte e più tranquillo, potrà più facilmenteseguire con costanza e con fermezza nel-la via del progresso dell’ ordine sociale.

E ugualmente importante che unabuona legge sui cereali determini nel pae-se la più abbondante e la più sicura pro-duzione possibile ; e per raggiugnere loscopo, fa duopo che questa legge conser-vi a’ coltivatori la possibilità di vendere delcontinuo e senza perdita le loro derrate,permettendo agli speculatori di comperar-le in tempo di abbondanza, a fine di met-terle in riserva pei tempi di carestia.

Con ciò solo si conserverà un prezzomedio conveniente alle biade nazionali, esi manterrà invariabilmente la tassa deisalarii provenienti dalla loro produzionefatta dagli operai del paese. Non già l’altoprezzo abituale delle biade rende le popo-lazioni miserabili, ma F improvvisa varia-zione di questi prezzi che spaventevolmen-te le colpisce. In fatto, i bisogni ed i salariiloro si mettono sempre in relazione colprezzo abituale dei comestibili, ma noncoi prezzi esagerati che in alcune circo-stanze possono seguire. Quindi i salarii di-minuiscono pegli sforzi più numerosi che

Lìvobo £77

i lavoratori fanno per ottenerne, e per laconcorrenza che ne risulta.

(Mobogues.)

LavoBo dinamico. L’effetto delle forzecontinue applicate a corpi che cedono li-beramente. Se la intensità della forza con-tinua riguardasi come costante e chiamisi gquesta intensità, t il tempo dell’ azionedella forza, Y la velocità acquistata alla fi-ne di questo tempo, e lo spazio percorso,supponendo che il tempo, lo spazio e Fa-zione della forza camminino insieme, siavranno le relazioni Y ~ gt , e ~ gf 2 .mediante le quali si potrà calcolare una diqueste quantità allorché conoscansi o sien-si determinate le altre. Quando il corposoggetto all’ azione della forza continuacede opponendovi una resistenza prodot-ta dalla sola inerzia o da qualsiasi altra ca-gione, non può cominciare il movimentoinfino a che lo sforzo della potenza nondivenga superiore a quello della resistenza.

Allora il corpo comincia a muoversicome se fosse assoggettato soltanto alla ri-sultante di due sforzi opposti e ne segueche se questi sforzi fossero costanti, la ve-locità crescerebbe indefinitamente col tem-po ed il movimento non giugnerebbe maialla uniformità; ma nelle operazioni prati-che il motore aumenta dapprincipio lapropria azione, o se questa fosse affattocostante si diminuiscono momentaneamen-te le resistenze, fino a che il sistema abbiaacquistato quella velocità normale con cuiproduce il lavoro più utile. Eegolansi al-lora lo sforzo della potenza e quello dellaresistenza per modo che con questa velo-cità normale le quantità di moto date daciascuna delle potenze opposte nell’istanteelementare si distruggono a vicenda, conti-nuando il sistema a muoversi con andamen-to uniforme per effetto della velocità acqui-stata nei primi momenti e che conserva inforza della sua inerzia. Così, per esempio,in molte manifatture allorché s’incomincia