Lavoro
classe qualunque eli operai disoccupati. APioma si accordava la corona civica a qua-lunque salvasse la vita di un cittadino;accordiamo la corona civica a chiunquetroverà col suo ingegno il mezzo di conser-vare la esistenza ed il ben essere a moltefamiglie indigenti. »
Il go\ orno può far questo, cercando imezzi di creare colonie agrarie, ed eccitan-do nelle classi ricche il gusto del lusso edei piaceri, che imprime al commercio in-terno una attività novella, proteggendocon la legge delle dogane le produzionidei bestiami e quelle dei grani, Ira esse in-timamente legate, ed incoraggiando quelladello zucchero di barbabietole, la quale inpochi anni, dividese Ira gli operai dellaFrancia più di quaranta milioni di franchi.
Queste saggie misure, dando lavoro aglioperai, assicureranno le fortune e le esi-stenze, conserveranno la tranquillità delpaese ; permetteranno ai capitalisti di pro-durre nuove ricchezze valendosi di nuovemacchine,senza danno pei lavoratori; met-teranno la scienza al caso di fare ogni gior-no applicazioui sempre più utili alla sod-disfazione dei nostri bisogni ed all’ accre-scimento dei nostri piaceri, alla estensio-ne della popolazione, all’ aumento dellaricchezza, e della potenza della nostra pa-tria, ai progressi dell’ incivilimento ed aquelli della grandezza nazionale.
I mezzi adunque di rimediare allo statoattuale delle cose non sono di spezzare lemacchine e di far indietreggiare la indu-stria, ma possono riferirsi ai seguenti :
i- Estendere possibilmente la piccolacoltivazione, riservandosi la produzionepiù estesa degli oggetti da essa procuraticicome la canapa, il lino, la seta, gli olii èsimili ;
2. 0 Dare una grande estensione parti-ticolarménte all’ orticoltura, in tutti i luo-ghi ove è suscettiva di accrescersi ;
3.° Moltiplicare le spese di lusso, le
Lavoro
quali possono rendere agli artigiani ed aglioperai delle nostre città, ed altresì ai no-stri orticoltori una gran parte dei salariiche il progesso delle macchine toglie loro.
Questi mezzi, che non escludono le i-stituzioni di beneficenza, devono essereposti in prima linea, perchè è meglio a-vere un popolo di lavoratori che un popo-lo di genti disoccupate.
Che il popolo riceva un’istruzione pro-porzionala a’ suoi bisogni e variala in ra-gione delle circostanze in cui si trova ;poiché veggiamo diminuire il numero deidelitti in ragione della dilatazione dell’i-struzione popolare, qenchè la uniformità ela dilatazione dell’ alta istruzione conduca-no ad alcuni risultamenti opposti.
L’ effetto della istruzione è d’ accresce-re i bisogni; è duopo adunque che con ladilatazione nelle alte classi e nelle medie,ove accelera nello stesso tempo i progres-si della grande industria, sia accompagnatamano a mano nelle classi inferiori, semprepiù numerose,dall’accrescimento dei mez-zi di provvedere ai bisogni, cioè dall’accre-scimento del salario, il quale non può adesse provenire se non dalla inoltiplicità deimezzi di lavoro e dalla loro più estesa ap-plicazione.
Se vuoisi che il pauperismo non affligagli abitanti del paese, si faccia in modoche quelli che creano o che si studiano difar produrre la ricchezza, la distribuiscanoin salarii nel paese medesimo. Se vuoisiche gli abitanti delle campagne sieno fe-lici e che questo stato di ben essere at-tiri loro i poveri delle nostre città, sifaccia in modo che i ricchi proprietarii delterreno vivano possibilmente sempre nelseno delle campagne, le arricchiscano col-le loro spese, e così ne accrescano i pro-dotti coi miglioramenti agra rii che ameran-no tentare. Si fermino nelle provincie iricchi proprietarii, le prove dei quali for-meranno dovunque poderi modelli sui