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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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delle lime nuove, pure di Parigi , si puòcalcolare il vantaggio che può risultaredal rinnovarsi la solcatura. E da osser-vare soltanto che i prezzi d’ acquisto peiconsumatori risultano alquanto maggioridi quelli indicati, che sono quelli di fab-brica per chi compera all’indigrosso; men-tre invece quelli del rinnovamento dellasolcatura sono gli stessi tanto pel mer-cante che pel consumatore.

Un metodo semplicissimo per rendereattività alle lime molto logorate, si è quel-lo che venne indicato anni addietro, e cheessendosi da noi provato ci diede buonis-simo effetto, non già, a dir vero, che lelime così trattate riescano buone quanto lenuove o quanto quelle cui si è rinnovatala solcatura, ma riescono abbastanza perpoter ancora servire, massime nell’ abboz-zamento e disgrossamento dei lavori, chesono pure quelle operazioni in cui si famaggior consumo di lime. Tuffansi le vec-chie lime in una forte lisciva ben calda, evi si lasciano alquanto, acciò si nettinodell’ untume; quindi sciacquansi bene net-tandole anche con la grattapugia se occor-re, quindi si asciugano al fuoco con leggerocalore. Bagnansi poi con acido nitrico pocodiluito e si lasciano in tale stato per alcu-ni minuti, dopo i quali si osservano pervedere se i loro denti presentino y>iùquei punti bianchi che indicano il cattivostato della lima ; si ripete il bagnamentocon 1’ acido quanto occorre, affinchè queidifetti dispaiano, poi asciugansi ben bene lecime dei denti sopra un pannolano tesocon assicella al disotto. L’ acido che ri-mane nei solchi gli scava : si ripete questaoperazione di due in due ore, fino a chesiasi ottenuta la necessaria profondità, do-po di che si lavano acuratamente le limee si fanno asciugare. Tale si è il metodoche abbiamo con sufficiente buon effettoseguito ; ma forse riuscirebbesi meglio an-cora nell’ intento ponendo le lime, lisci-,

Limi.

vate, sciacquate ed asciugate, a contatto diun pannolano su cui vi avesse una mate-ria resinosa, untuosa o grassa, e che fosseteso per modo da non penetrare nell’ in-terno dei solchi, poi immergendo le limenell’ acido che non agirebbe nelle partipiù rilevate, guarentite dalla vernice o dal-1’ untume applicatovisi.

Per evitare 1* inconveniente della pocadurata delle lime cercossi altresì di farne diquelle che potessero venire aguzzate, mala loro complicazione era tale che il prezzonon era proporzionato al vantaggio da esseprodotto. Nel Dizionario abbiamo descrit-to la disposizione immaginata da White ene abbiamo dato altresì la figura. Volen-do fare una lima tonda adoperava pezzimobili molto sottili che potevansi affilaretutti ad un tratto ed inclinare più o menoperchè i loro spigoli vivi dessero un effet-to più o meno grande ; ma le lime fattein tal guisa non avevano solchi che in unsolo verso senza incrociamento, il che nonle rendeva atte che a lavorare le sostanzemen dure, come il legno, il corno, l’ossoe l’avorio ; per agire sui metalli occorren-do solchi incrociati. Sarebbesi potuto ot-tenere questo effetto facendo scanalaturea guisa di denti sugli orli dei dischi o deipezzi rettangolari, sussistendo la facilità diaguzzare il tutto, dirizzando questi orli aquel modo che nel Dizionario si è detto ;ma non sembra che 1’ autore abbia avutoquesta idea. Ad ogni modo, qualunque nesia la causa, è certo che la idea del White,quantunque sembri molto ingegnosa, nonvenne adottata nelle officine.

L’inglese Cumberland molti anni ad-dietro suggerì una specie particolare dilima che sarebbe assai poco dispendiosa.Venne egli condotto a farne la invenzionedall’avere osservato come le lime d’acciaioprestissimo si logorassero quando lavora-vano sopra certe specie di terra cotta, cspecialmente su quella dette gres , con le