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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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quali ri fanno stoviglie assai resistenti. Im-maginò quindi di usare questa terra stessainvece di lima nel modo seguente. Impa-stasi questa terra ben polverizzata e bat-tuta e se ne fanno paralellopipedi dellaforma delle lime in pacchetto o comuni.Quindi ravvolgonsi con tela nuova a filorotondo, più o meno grossolana secondoche voglionsi i solchi della lima, quindi sipreme su questa tela per guisa che la pastaancor molle ne possa ricevere un’impron-ta : levata la terra dalle tele e fattala sec-care all’ ombra si fa cuocere con tuttele solite precauzioni necessarie per la cuo-citura delle stoviglie e che possono vedersiindicale a quella parola. Le impronte pro-dotte dai fili della tela formano i solchi,i quali si dee procurare che risultino in-clinati sotto un angolo conveniente all’ as-se della lima. Il suo inventore ed altriassicurano aver trovato 1’ uso di questelime di terra assai utile, e ciò non è forse d'f-ficile. Queste medesime lime, a nostro cre-dere, potrebbero, anche senza la solcatura,dare a sufficienza 1’ effetto delle lime stuc-che per quella granulosità, naturale sca-brosità che presentano, ed a tal uso forsemeglio ancora varrebbero altre paste diterre colte ed anche quella più comune deifornaciai e de’ pentolai, le quali avrebberosenza dubbio minore durata, ma costereb-bero infinitamente meno. Il Cumberlandosserva che queste medesime paste potreb-bero tornar utili per lisciare e polire lesuperficie curve, come quelle degli specchimetallici e simili, foggiandole con unostampo della forma voluta. Consideratesenza solchi, queste paste darebbero uneffetto medio fra la limatura e la politura.

Oltre alle varie forme di lime in addie-tro descritte, un’ altra gioverà ricordarneimmaginata da i. Pfaff di Tryberg, la qua-le tiene molta analogia con le seghe cir-colari, formata essendo al pari di quelledi dischi lavorati a solcatura sugli orli e

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fatti girare con una certa rapidità. Siflàltelime vennero particolarmente adattate afinire i denti delle ruote dentate e perquesto all’ articolo Ingranaggio di questoSupplimento (T. XIV, pag. 4 2 ?) ne ab-biamo datala descrizione ed anche la figuranella Tav. LIII delle Arti meccaniche ,la quale per solo errore di stampa si è iviindicata come appartenente alle Arti chi-miche. Ne sembra che quella maniera dilime circolari dovrebbero potersi a moltialtri usi applicare, opportunamente mo-dificate, avendo il vantaggio di cammi-nare sempre nello stesso verso senza chevi abbia perdita di tempo e fatica per tor-nare indietro a vuoto.

Parlando della fabbricazione delle limesotto 1’ aspetto storico e statistico notere-mo che la Germania godè per lungo tem-po il privilegio quasi esclusivo di essa, esomministrava alla maggior parte delle al-tre nazioni questo oggetto di un importan-tissimo ramo commerciale. Abbenchè oraanche le altre nazioni e specialmente l’In-ghilterra e la Francia , siensi appropriataquesta industria uguagliando ed anche inqualche parte superando in qualità i pro-dotti delle fabbriche tedesche, tuttaviacontinuano queste a fare grande lavoro edanche esportazione dei loro prodotti, emassime dalle lime più dozzinali che sonodi miglior qualità delle altre ed a prezzipiù bassi. Oltre a ciò le lime della fab-brica del Fischer nell’Austria sono di talperfezione da non temere il confronto conle migliori dell’ Inghilterra. Anche nell’Au-stria inferiore a Waidhofen si eresse unafabbrica di lime da Guglielmo Bòck ilquale ebbe prima dal governo nel 1817un aiuto di 6,000 lire austriache, conl’obbligo d’istruire sei giovani allievi inquella fabbricazione. In seguito diedersi allostesso artefice 2,400 lire a prestito perchèfacesse viemmeglio prosperare la nuovafabbrica. Non sappiamo in quanto questi