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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Limoni:

specifico del succo buono varia da i ,o 3 1 a,o sedici oncie, olio grossi, fino a 1,0625,o diciassetle oncie alla pinta.

Se il succo esaminato coll’ idrometrosembra di buona qualità, per continuarne1’ analisi è duopo pigliarne un bicchieroche si diluisce con molta acqua, ed aggiugnere in seguito alcune goccie di una so-luzione di acetato di piombo, come so-!pia si è detto. Si forma all’ istante unprecipitalo di citrato di piombo, che deesperimentarsi con un poco d’acido nitricopuro, ed osservarne attentamente 1’ effet-to ; perchè se 1’ acido nitrico scioglie tuttoil precipitato, questo prova che il succoesaminato non contiene acido solforico.Progredendo nello stesso modo con unaleggiera soluzione di nitrato d’argento,invece di acetato di piombo, si scopriràse il succo contiene acido idroclorico, es-sendo questi due acidi i soli, oltre all’ acido acetico, che possano essere ado-perati per la falsificazione del succo di li-moni.

Sovente accade, massime allorché ilsucco è raro, che lo si altera coll’ aceto ; sesi ha sospetto di questo, si può facilmenteassicurarsene, saturando un saggio di quelsucco con carbonato di calce, creta o calcespenta , ed allorché il citrati) calcare èprecipitato, si conosce il peso specificodel liquore soprannuotante. Siccome lacalce è interamente solubile nell’ acidoacetico, una porzione sarà tenuta in dis-soluzione dall’ aceto, e renderà il pesospecifico del liquore soprannuotante mag-giore, che se non vi avesse alcuna altera-zione.

A fine di assicurarsi ancora meglio diquesto fatto, l’arkes fece la seguente espe-rienza : comperò alcuni buoni limoni, edopo averne spremuto il succo, che rico-nobbe essere del peso specifico di 1, o 584 ,Io pose in una grande bottiglia ben turata,

Limose

stanza, la cui lemp' ralura ordinaria eradi Go gradi, 1 2,/j 4 di Reaumur. In capoa sedici giorni lo esaminò, e trovò la rau-cilaggine in gran parte deposta, ed il pe-so specifico del liquore non maggiore dii,o55 3 . Il peso del succo, sul quale fecesiquesta operazione, dopo la filtrazione eradi 2/}00 grani, e quello della mucilagginedeposta di i 53 o sia di una dicianno-vesima parte del tutto. Il succo chiaroessendo stato diviso in due porzioni egua-li, l’arkes aggiunse ad una il quarto delsuo peso di aceto comune. Avendo quindiriconosciuto che la porzione non alteratapesava 1200 grani, impigliò una la stessaquantità di quella che conteneva 1’ aceto, esaturò egualmente questi due liquidi colcarbonaio di calce; lasciò il tutto in ripo-so per 24 ore, a fine di dar tempo al ci-trato di calce, che si era formato, di pre-cipitarsi. Dopo avere ritirati i liquorisoprannuotanti, lavò con eguale diligenzai due citrati calcarei che si erano precipi-tati ed ottenne i risultamenti che seguono.Il citrato di calce del succo puro perfètta-mente secco, pesava i 58 grani, mentrequello del succo alterato non pesava senon grani 129. Il peso specifico del li-quore soprannuotante del primo succo era1,0076, o sedici oncie, due grossi perpinta, invece che quello del secondo, acagione della calce tenuta in dissoluzionedall’acido acetico, era di 1,01 35 , o sedicioncie, tre grossi e mezzo per pinta. Conuna simile esperienza si può in qualunquecircostanza conoscere se il succo di limo-ni è stato alterato con aceto.

Allorché si è riconosciuto in questomodo che il succo de’ limoni non è mistoad acidi estranei, si usa il metodo seguenteper accertarsi della quantità leale di acidocitrico che contiene, perchè, sebbene nonsia stato alterato da altre sostanze, puòper altre cagioni essere di cattiva qualità,

che collocò con molta cura nella sua nè si può ben riconoscere la sua attività