Limone
se non col mezzo di un alleo agenteeliimieo.
Le fruita, per esempio, con le quali si èfatto, possono essere state colte in un mesesfavorevole ed in seguito a grandi pioggie,od essere alterate da decomposizioni spon-tanee prodotte da frutta vecchie o troppomature ; il succo può ancora essere statodiluito con acqua ; cose tutte, alle qualiconviene fare attenzione, allorché non sisa per quali mani sia passato il succoche si riceve.
Il mezzo che si presenta naturalmenteper conoscere la sua attività, è 1’ uso diun alcali, perchè se con le prove prece-denti è ben provato che il succo non con-tenga acido straniero, la quantità di acidocitrico cristallizzato che si otterrà, sarà inesatta proporzione con la quantità di alcaliadoperata per la saturazione.
Per ridurre alla pratica questa teoria,là duopo semplicemente scegliere un al-cali, come la potassa perlassa , o la sodacristallizzata, farne una soluzione un pocoal disotto del punto di saturazione, quin-di filtrarla, e pigliare nota del suo pesospecifico, dopo di che si [ione in bottiglieben turate per servirsene all’uopo.
Conviene ancora procurarsi della cartad’ assaggio, della quale si fu uso per lesaturazioni e non ve ne ha di miglioredi quella azzurra di tornasole , che sidee però custodire in vasi chiusi, o invi-luppare bene di altra carta per metterlaal riparo dell’ azione dell’ aria atmosfericae della luce. Questa carta è un ottimoreagente per iscoprire la presenza di unacido, che cangia il suo colore azzurro inrosso ; e questa carta medesima tinta inrosso per mezzo di un acido molto dilui-to, diventa una prova egualmente sensibilee dilicata pegli alcali; un’acqua leggier-mente acidulata con aceto serve ottima-mente a questa esperienza.
Gli stampatori delle tele si servono di
questa carta per conoscere se il succode’ limoni, che. esaminano, è saturato dialcali ; in questo caso debbono operarenel modo seguente.
Si pigliano mille grani o una data quan-tità di succo di limoni ; dopo di averepesata egualmente da un’ altra parte conbilancie esatte una bottiglia di soluzionealcalina, di cui si conosca l’attività, siversa per gradi una porzione della so-luzione nel succo, agitandolo con un tubodi vetro, o facendolo passare da uno inaltro vaso ogni qualvolta si aggiugne 1’ al-cali. Allorché 1’ effervescenza si indeboli-sce, si immerge nel liquore un pezzo dicarta azzurra d’ assaggio, per vedere sesi avvicina al punto di saturazione ; se lacarta esce rossa, ciò indica che l’acidodomina ancora, e conviene aggiugnervidell’ alcali goccia a goccia con precau-zione ; si agita il miscuglio e si aspetta unminuto o due che si operi la combinazio-ne ; poi si immerge una nuova carta ; siripete 1’ operazione medesima, finché illiquore non alteri più in alcun modo ilcolore della carta. Allora si immerge nelliquore una striscia di carta arrossita col-1’ acido, la quale se diventa turchina, in-dica esservi eccesso d’alcali ; ma se siriduce il liquore al grado preciso di sa-turazione, non produce più alcun cam-biamento sensibile sulla carta rossa, nésull’ azzurra, e si può allora considerareil miscuglio come perfettamente saturato,e ridotto allo stato di sale neutro.
Si rimette allora la bottiglia della solu-zione alcalina nella bilancia, si nota la quan-tità dei grani che mancano, e questa potràdirsi la quantità di alcali adoperata persaturare il succo. Allorché 1’ operatore hadeterminato con una esperienza prelimina-re la quantità dell’ alcali che gli convienee che gli serve di tipo o di campione persaturare una data quantità d’acido citricopuro cristallizzalo, egli può in seguito