Linfa
contribuisce alla formazione delle diverseproduzioni del vegetale stesso.
Dalla soverchia quantità della linfa èspiegato il motivo, per cui le corteccie de-gli alberi si staccano più facilmente in pri-mavera, che negli altri tempi, nei quali ilgrande concorso di essa è già cessato.
Siamo inoltre dalle esperienze di Du-hamel assicurati che niente o almeno po-co trasuda di linfa dalle incisioni che ven-gono eseguite nella corteccia degli alberi,ma che il trasudamento di essa ha luogoin proporzione della profondità dell’ inci-sione stessa operata nel legno.
Non è probabile, che si ottenga peròcon questo metodo la linfa ascendente intutta la sua purità ; ma è mescolata, senzadubbio, coi succhi particolari della pianta ;ma meno progressi ha fatto la vegetazione,e più si deve attendere di averla pura,tanto perchè i succhi speciali della piantadevono esservi in minore quantità, quantoperchè allora si deve supporre che laquantità della linfa sia più considerabile ;dal die segue che si dee quanto è possi-bile esaminare la linfa al principio dellastagione, e segnatamente prima, che sisiensi sviluppate le foglie.
Benché sieno state latte alcune speran-ze, come vedremo in appresso, sulla liufa,queste non sono però tali da illuminarcimolto sull’alimento assorbito dalle piante.La scienza non ha ancora fatto sufficientiprogressi, perchè i chimici, anche più eser-citati nell’arte dell’analisi, possano separaree distinguere piccolissime quantità di ma-teria vegetabile. E pure possibile, come giànotammo, che 1’ alimento dopo 1’ assorbi-mento sia modificato ed alterato fino ad uncerto punto dalle radici. Non possiamo direin quale maniera ciò accada, perchè le no-stre cognizioni sulla struttura vascolare delleradici sono molto limitate. Si può nondi-meno conchiudere che questa modifica-zione è ad un di presso la medesima nella
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maggior parte delle piante ; perchè nellamarza ciascuna pianta continua a produr-re le sostanze che le sono particolari ;cosa che non accaderebbe, se le sostanzeproprie a ciascuna di esse non fosserotrasmesse agli organi digerenti. Vi hannonondimeno molte circostanze che rendonoin qualche modo probabile il potere mo-dificatore delle radici. Può parimente ac-cadere, che per qualche mezzo le radicirigettino una parte della materia nutrien-te, che hanno assorbito, come escremen-tizia. Alcuni fisiologi 1’ hanno pensato, emolte circostanze stanno in appoggio allaloro opinione. Si sa che certe piante ve-getano male nei terreni che ne hanno giàprodotto altre ; e ve ne sono di quellela cui vegetazione riesce perfettamentebene in questi stessi terreni. Si può senzadubbio spiegare questi fatti col mezzo dialtri principi!. Se le radici rigettano unamateria escrementizia, è molto più proba-bile che ciò accada nell’ ultima epocadella vegetazione, cioè quando la materianutriente, dopo la digestione, è applicataagli usi, che esigono le radici ; ma non sipuò ammettere il fatto che quando saràstato confermato dalle sperienze.
Knight ha reso sommamente probabile1’ opinione, che la linfa salendo si mescacon una certa quantità di materia, depo-sta probabilmente a quest’ effetto nell’ al-burno, e facilmente preparata per essereassimilata ai differenti organi vegetali.Secondo lui le piante, una volta giuntealla loro maturità, sono occupate durantel’ultima parte dell’estate nel prepararel’alimento per lo sviluppo de’ bottoni, edei fiori nella primavera seguente. Questamateria alimentare così preparata e depo-sta nell’alburno, continua a restarvi neltempo dell’ inverno, ed alla primavera se-guente si mesce alla linfa nel momentoche sale, e porta così il nutrimento aibottoni ed alle foglie. Enight appoggia