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questa opinione ingegnosa a sperienze edosservazioni, che ne stabiliscono, a quelloche appare, la verità. E un passo impor-tantissimo di fatto nella fisiologia vegeta-bile, poiché ci dà i mezzi di spiegare inmaniera soddisfacente molti fatti che pri-ma sembravano essere anomalie.
Iinight si assicurò col mezzo di moltesperienze, che la linfa aumenta di densitàa misura che sale verso le foglie. La linfaestratta dal sicomoro col mezzo di un’ in-cisione fatta all’ albero a fiore di terra,aveva 1,004 di peso specifico , mentrequella che usciva all’ altezza di due metriaveva 1,008, e quella all’ altezza di circaquattro metri 1,012. La linfa della be-tulla era un poco più leggera ; ma ilsuo aumento comparativo di densità, inragione dell’ altezza della quale usciva, erail medesimo. La linfa di questi due alberiera quasi scipita, allorché se la prendevain vicinanza alla terra ; ma diveniva sen-sibilmente zuccherina ad una certa altez-za, e di più in più, a misura, che la di-stanza da terra aumentava ; per lo chela quantità della materia vegetale sembraaumentare nella linfa in ragione che siavvicina alle foglie;dal che deriva evidente-mente che nel suo passaggio si combina conqualche alfa sostanza. Paragonando l’al-burno dell’ inverno con quello dell’ estatesi ha motivo per considerare come proba-bile che nell’ alburno si trovi questa ma-teria, perchè se si fa nell’alburno durantel’inverno un approvvigionamento di ma-teria nutriente, che è impiegato nell’estateall’ atto della vegetazione, è evidente chel’alburno dee nell’ inverno essere più den-so, e che dee somministrare all’ acquamaggiore quantità di estratto che nell’ e-state, ed è ciò, che Knight ha verificato.Si tagliarono in parte nel mese di dicem-bre, ed in parte nel mese di maggio grossirami di quercia della stessa età, e che ve-getavano nel medesimo suolo. Si posero
Linfa
nella medesima situazione, e si fecero sec-care al fuoco per sette settimane. Il pesospecifico del legno tagliato in inverno eradi 0,679, e quello del legno tagliato inestate di 0,6og. Pesando 1’ alburno aparte si riconobbe, che il peso specificodi quello tagliato in inverno era o,583, equello dell’ alburno tagliato in estate dio,533. Allorché, dopo avere mescolato1000 parti di ciascuno di questi legni coni85 parti di acqua bollente, vi si feceromacerare per 24 ore, l’infusione prodottadal legno che era stato tagliato in invernoaveva un colore molto più carico di quelladell’ altro. Il suo peso specifico era di1,002, mentre quella del legno tagliato inestate non dava che 1,001. Questo depo-sito di materia nutriente ci spiega perché1’ alburno degli alberi atterrati nell’ inver-no sia molto più solido e di miglioreuso, di quello degli alberi che si atterra-no in estate.
Quanto poi all’ascendimento della linfa,sembra plausibilmente provalo da una se-rie infinita di osservazioni ed esperienze,che s’ innalzi per la pianta verso il vertice,e che anzi abbia un doppio moto, di asce-sa, cioè, e di discesa. Quindi la linfa ascen-dente partendo dalle radici s’ innalza perle fibre legnose fino alle loro estremità,nel tempo stesso che si spande per tuttii rami dell’ albero. La discendente all’ in-contro prende la sua sorgente nella estre-mità superiore dell’ albero, e ridiscendenelle radici fra la scorza e 1’ alburno.
L’ ascendimento poi della linfa vieneall’ evidenza provato, se si osserva che ta-gliando in primavera un sarmento di vite,ancora privo di foglie alla sua estremità,le lagrime che si vedono uscire dal taglionon possono sicuramente aver avuto ori-gine se non dalle radici, donde il liquo-re è stato spinto sino all’altezza del taglio.Facciasi parimente un’incisione trasversa-le sopra un tronco, e non si tarderà a