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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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i yo Linfa

immediatamente al di sopra, e così di se-guito fino a che si presenta all’ aperturapiù alta di tutte. Allorché Duhamel eBonnet fecero vegetare delle piante in li-quori colorati, la materia colorante cheerasi deposta nel legno salì tosto alla partela più bassa dell’ albero ; in seguito gra-datamente più in alto, fino a che da ulti-mo giunse alla sommità dell’albero, e diedela sua tinta alle foglie.

Rimane ora a vedere quali sieno le viee gli organi, pei quali la linfa scorre nel suoascendimento e discesa nell’ interno dellepiante. Sembra certo primieramente che lalinfa salga attraverso il legno, e non attra-verso la corteccia dell’albero ; perchè unapianta continua a vegetale anche quandoè spogliata d’una gran parte della sua cor-teccia ; il che non potrebbe aver luogo sela linfa salisse a traverso la corteccia.Quando si fa un’ incisione bastantementeprofonda per penetrare nella scorza, edanche in una parte del legno, e la si pro-lunghi tutt’ all’ intorno di un ramo, questocontinua a vegetare, come se noi si fossetoccato, purché si abbia cura di coprirela ferita per preservarla dal contatto dei-fi aria, e ciò non potrebbe accadere, se lalinfa salisse fra la corteccia ed il legno. Sisa parimente che nella stagione in cui glialberi, come si suol dire, piangono, non siottiene che pochissimo o nulla di linfa daun albero, a meno che fi incisione nonsia più profonda della grossezza dellacorteccia.

Queste conclusioni sono state conferma-te dalle sperienze di Coulomb e di Rnight.Coulomb notò che la linfa non fluiva maidal pioppo, quando fi albero non era fo-rato fino in vicinanza del centro. Rnightosservò, che le infusioni colorate passanosempre attraverso l’alburno, e che quandosi taglia fi alburno, la pianta muore.

Non trovandosi mai la linfa nel paren-chima, bisogna necessariamente, che sia

Linfa

rinchiusa in vasi particolari ; perchè senon fosse così, vi si scorgerebbe infallibil-mente ; è quindi a vedersi quali siano ivasi, attraverso i quali sale la linfa.

Grevv e Malpighi, i primi fisici che esa-minarono la struttura delle piante, consi-derarono le fibre legnose, come tubi attra-verso i quali salisse la linfa ; ed è per que-sta ragione che diedero loro il nome divasi linfatici ; ma non poterono, neppurecol mezzo de’ migliori microscopii, scopri-re nulla in queste fibre \ e gli osservatori,che loro sono succeduti non furono piùfortunati. Così la congettura di Grevv edi Malpighi relativamente ajla natura edall’uso di queste fibre, resta adatto desìi-tuta di prove. Duhamel è giunto pure adistruggerla interamente ; perchè trovò chequeste fibre legnose erano divisibili infibre più piccole, queste in altre fibre, chene rinchiudevano di più piccole ancora,e non ha potuto trovare limiti a questadivisione, neppure col mezzo dei migliorimicroscopii. Ora, ammettendo che questefibre sieno va>i, non è possibile, dietrociò, supporre che la linfa passi realmen-te a traverso di tubi, il cui diametro è,per così dire, infinitamente piccolo. Vihanno nondimeno nelle piante de’ vasiche vi si possono scoprire facilmente colmezzo di un piccolo microscopio, e fre-quentemente anche con l’occhio non arma-to. Grevv e Malpighi li videro distintamen-te, e ne diedero la descrizione. Questi vasiconsistono in una fibra avvolta a spira.Se dopo avere inviluppato un piccolo ci-lindro di legno con un filo di fèrro, inmodo, che i contorni del filo si tocchinofra loro, si tolga il cilindro di legno dalfilo, questo darà allora un’ idea esatta diquesti vasi. Se si prendono le due estre-mità del filo così attorcigliato, si potràfacilmente stenderlo in una grande lun-ghezza. Prendendo pure le due estremitàdi questi vasi, si potrà allungarli eonside-