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vedere che 1’ umore che scola dal labbrosuperiore della ferita non può essere cheun lluido che discende, e conseguente-mente la linfa discendente. Per lo contra-rio 1’ umore che si vede uscire dal labbroinferiore certamente indicherà un fluidoche ascende, ossia la linfa ascendente. Avieppiù provare 1’ ascendimento e discesadel suddetto liquore linfàtico, aggiungasiancora il seguente esperimento. Facciasiuna forte legatura ad un giovine tronco oramo di un albero, e vedrassi che sotto esopra della legatura si formeranno dueorlicci o gonfiamenti, 1’ uno maggiore su-periormente, e 1’ altro minore al di sottodella legatura stessa. Simili gonfiezze nonpotrebbero aver luogo senza ammettere ilconcorso della linfa nella parte superioree nell’ inferiore della legatura, e conse-guentemente senza ammettere i due motiascendenti e discendenti di essa. Ora adot-tando quanto superiormente si è detto,fàcilmente si può concepire che il cercinesuperiore di maggior mole viene necessa-riamente prodotto dalla linfa che discen-de, e che probabilmente è più abbondanteper P aggiunta di altri fluidi che dalle fo-glie vengono assorbiti. Ma sebbene tutti ifatti suddetti possano provare il moto diascesa e discesa della linfa, pure per viep-più confermarli si possono aggiungere gliesperimenti di Magnolio , Duhamel, Bon-net e De-la-Baisse, i quali, dopo avereimmerse delle piante per la base in fluidicolorati, hanno potuto confermare nonsolo, che la linfa ascende, ma eziandio an-che indicare per qual parte, cioè se pelmidollo, pel legno o per la corteccia.Scoprirono eglino che questi fluidi assor-biti lasciavano indizii del loro camminonei vasi del legno, la qual cosa viene con-fermata dal vedere, come vegetino le an-tiche quercie prive di midollo ed incavate,non che gli alberi scortecciati. Di piq gliesperimenti dei testé citati fisiologi ci han-Supjjl. Di*. Tecn. T. XFIII.
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no ancora insegnato, che i fluidi coloratipassano pei vasi senza piegare dal lorocammino, nè comunicare con le vicine cel-lule o vasi. Tuttavia molti sperimenti com-provano che la linfa può alcune volte de-viare dal retto cammino, e filtrando peltessuto adiacente pervenire ad altri vasied espandersi e girare per tutta la pianta.I celebri Hales e Duhamel in fatti innesta-rono un giovine olmo su altri due piùvecchi, e quando l’innesto ebbe preso,posero a nudo le radici del giovine alberodi mezzo, il quale, lungi dal perire, con-tinuò anzi a vigorosamente vegetare ed agettare foglie anche dai rami inferiori alpunto dell’ innesto. Questo alberelto, checertamente non poteva più trarre nutri-mento alcuno dalle proprie radici, seguitavaadunque a mantenersi in vita ed a prospe-ramente vegetare, ricevendo il proprio ali-mento dalla linfa discendente dei due altrialberi con lui innestali. Si sono parimentefatte ad alcuni alberi quattro incisionitrasversali sino al midollo pei quattro latie a diverse altezze, di modo che ciascunvaso veniva tagliato due volte, eppure glialberi hanno continuata la vigorosa lorovegetazione. Dicasi lo stesso di un ramo odi alcune foglie poste nell’acqua, che pos-sono nutrirne molte altre inferiori e su-periori, siccome lo provano le esperienzedi Hales e Bonnet. Da tutti questi fattiadunque si vede non potersi più metterein dubbio, che la linfa non solamente puòpiegare lateralmente, ma può ancora di-scendere, come ce ne assicurano gli espe-rimenti di Hales, dai quali si ha che, aguisa di un termometro, ascende di giornoe si abbassa la notte.
E altrettanto certo che la linfa fluiscedalle radici verso la sommità dell’albero;perchè se si fa nella stagione convenienteun certo numero di aperture, la linfa co-mincia dal colare tosto da quella che è lapiù bassa, in appresso da quella che èaa