Lino
domestica economia. Que’panni sono statida noi compresi sotto il nome di bianche-ria i, dai Francesi sotto quello di Unge ,che credono derivato dal latino linum, ealcuni de’ nostri scrittori usano il vocabo-lo di lingeria , che però ci sembra vocevenutaci di Francia , benché più volte neabbia fatto uso il Buonarroti.
Erodoto narra che i Greci facevanocommercio di tele di lino e di biancherie,e Senofonte dice a un di presso la cosamedesima degli Ateniesi. Quegli storici pe-rò non ci insegnano se i Greci si servis-sero della tela di lino per farsi qualchespecie di camicie o di tonache o per to-vagliuoli od altri arredi della mensa ; egeneralmente si ignora in qual tempo siasiil lino applicato a questi usi. Gli scrittoripiù antichi non parlano se non che diuna specie di tessuto di lana più o menofino, di cui facevansi tonache da met-tere sotto gli abiti od anche tovaglie o to-vagliuoli.
Presso i Romani fu pure sconosciuto1’ uso della tela di lino o della cosi dettabiancheria per lutto il periodo della re-pubblica ; non conoscevano se non chequella medesima stoffa di lana che ado-peravano negli stessi usi domestici, co-me si raccoglie dai loro autori. Non siportarono vesti di lino, e probabilmentecamicie, se non che sotto gli imperatori, equesto si impara da Plinio, il quale diceche le donne del suo tempo avevano vestidi lino.
Abbiamo detto nel Dizionario tre esserele varietà di lino coltivate. La prima,dettalino freddo , lino grande od anche linodi Riga è fra quelle che crescono a mag-giore altezza -, i'. suo seme è molto stimatonel commercio, la sua vegetazione è lentaa principio e più rapida in appresso ematura più tardi degli altri ; dà la miglio-re sostanza filamentosa ed è quella chespecialmente si adopera per la fabbrica-Suppl. Dii. Tecn. T. XVIII.
Lino t85
zione di tele battiste e dei merletti diFiandra. Da i5 a ao anni si incominciòa coltivare con buon esito in alcune partidella Francia . La seconda varietà, cioèil lino caldo o corto ha gli steli pocoalti, frondosi e molto forniti di semi ; ve-geta rapidamente a principio, ma poi siarresta, maturando tuttavia molto solleci-tamente. Dovrebbesi coltivare esclusiva-mente quando non si mirasse che all’ ot-tenimento del seme, essendo le sue fibreassai corte e perciò di inferiore qualità.Finalmente, la terza che è il lino mezzanoo medio che dir si voglia, è quello piùcoltivato e partecipa delle proprietà ditutti e due i precedenti. Oltre a questevarietà generali, altre ve ne ha di partico-lari ad alcuni paesi. Così, per esempio, illino di Fiandra è originario di Riga, oveconservasi rinnovandone frequentementeil seme in Russia o nella Zelanda . Ben-ché si innalzi meno del lino grande vienepreferito da molti, a motivo della finezzadella sua fibra ; sembra che la sua coltiva-zione abbia a prendere una grande esten-sione. La Francia vanta il lino di Chalon -ne, sulla Loira , il quale di raro giugneall’altezza di sette dìecimetri, ma tiene fibredi sì eccellente qualità che, nelle buoneannate; le filatrici lo preferiscono pei filiassai fini, vendendosene assai caro il semeche è più abbondante di quello che nellino grande ed in quello di Fiandra. L’Ir-landa ha un lino di qualità eccellente su-periore ai migliori lini d’Inghilterra eduguale ai più buoni stranieri. Questo linovendesi tuttavia sui mercati a più bassoprezzo degli altri perciò che, ad oggettodi accrescergli peso, o lo bagnano sicchépoi guastasi per la fermentazione che pro-va, o riempiono con sassi o terra l’internodei pacchetti, i quali devonsi esaminareuno ad uno dai compratori avvertiti diquesta frode. Dividesi in Irlanda il lino invarie qualità, avendovene una chiamata