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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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LINO. Pianta detta da Linneo linumusitatissimum , dalla quale secca e mace-rata si cava materia atta a filarsi per farpanni, detti perciò pannilini. Credesi que-sta pianta da alcuni originaria dell’ Egitto ,ma al presente è comune per tutta 1’ Eu-ropa e molte ne sono le varietà.

Non può dubitarsi secondo Goguet, chele vesti di lino non sieno state usate finodai tempi più remoti. Iside credevasi co-munemente avere scoperte le proprietà diquesta pianta, ed averle insegnate agli Egi-zi : e certo è per la testimonianza che cene ha data Mosè , che quella pianta eracoltivata in Egitto da tempo immemorabi-le. Per questo forse si credette anche daibotanici quella pianta originaria dell’Egitto .

In prova di questo fatto si adduconole tele di lino assai fine in cui si veggonoavviluppate le mummie più antiche d’ E-gitto portate in Europa . Intorno al cheLuigi Bossi fa giustamente osservare esser-si forse a torto attribuito una grande anti-chità a tutte le mummie, mentre se vene ha di tempi molto remoti è probabileche alcune non risalgano più in là deibassi tempi ; e di ciò fan nascere appuntosospetto le pitture in legno, i colori, le fa-scie ed i nastri che vi si osservano, iquali palesano un’ industria avanzata. Cir-ca ai geroglifici ed altri caratteri che inqueste mummie si trovano, non crede ilBossi potersi considerare neppur essi co-me certi indizi di antichità, essendosi forsecontinuali ad usare per antica abitudinee tradizione anche molti secoli dopo chepiù non se ne faceva uso comunemente.

Nella Genesi trovasi che Abramo rispon-de al Re di Sodoma , « non riceverò al-cuna cosa del tuo da un filo dell’ orditurafino alla coreggia del calzamento, il qualpasso mostra conosciuta in quel tempo latessitura. In altri luoghi della Sacra Scrit-tura si parla frequentemente di vestimentidi lino. Si legge nel libro dei Re, che Da-

Lino

vidde rivestito di un efod di lino danzavainnanzi all’ arca.

Si pretende tuttavia dagli eruditi che seconosciuto era il lino, non fosse egualmen-te al cominciare delle società conosciuto ilfilo, nè praticata 1’ arte di filare, e si cita-no quindi i mezzi con cui diversi popolitentarono di supplire alla mancanza del.filo, le fila di budella da alcuni selvaggi, inervi degli animali ridotti in fila tenuissi-me e adoperate da altri, e qualche passodi Esiodo che mostra quel costume adot-tato anche dai Greci.

Ma ben presto gli uomini che coprivan-si da principio di pelli di animali, si ap-plicarono a trarne i peli, come pure atrarre altre fila dalle piante filamentose, ariunirle col mezzo del fuso è formarne unfilo continuo. Allora dovettero presentarsiall’industria umana il lino, la canapa, ilcotone, e queste piante supplirono a mollibisogni.

Gli Egizi pretendevano che Iside aves-se loro, non solamente additate le pro-prietà del lino, ma anche insegnata 1’ artedi filarlo ; i Cinesi attribuiscono 1’ onoredi quella scoperta ad una loro imperatri-ce, moglie di Jao.

Osservano alcuni scrittori a questo pro-posito che la tradizione di quasi tutti i po-poli attribuisce alle donne la gloria di averinventata 1’ arte di filare, di tessere le stof-fe e di cucirle. I Lidii riferivano quella sco-perta ad Aracne , i Greci a Minerva, iPeruviani a Marna Oella, sposa di MancoCapac, primo loro sovrano e legislatore.Si dubita però se queste tradizioni sienofondate sulla storia, o se non abbiano al-tra origine se non che il genere di occu-pazione che in tutti i tempi e presso tuttii popoli è stato riguardato come propriodel sesso femminino.

Col filo di lino si sono fabbricate an-che ne’ tempi più remoti le tele e quindisi è introdotto 1’ uso de’ pannilini nella