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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Liso

minore dispendio che costa la sarchiatu-ra, che'è una delle cure più importanti,come vedremo, per questa pianta, la qua-le dee sempre essere liberata dalle erbecattive che nuocerebbero alla sua vegeta-zione.

Se si seminasse il lino sopra una terracoperta di recente di letame, per quantosi avesse avuto cura di scompartirlo ugual-mente, ne risulterebbe di necessità unadisuguaglianza di vegetazione, più dannosaper questa pianta che per qualsiasi altra :mentre alcune piante sopravanzerebberole altre, ramificandosi per tempo, a motivoche avrebbero molta aria, le altre ne rimar-rebbero affogate, cosicché la raccolta per-derebbe il maggior suo valore. In generaleadunque spargonsi i concimi, come già ab-biamo avuto occasion di notare, sulla col-tivazione preparatoria del lino, mettendo-ne una quantità grande abbastanza perchèla coltivazione di essa ne levi una partesoltanto e quella che resta sia scompartitacompiutamente ed uniformemente nellostrato che si lavora.

Nel dipartimento del Nortc in Francia ,tuttavia, non solamente si concima il trifo-glio od il frumento cui vuoisi far succede-re il lino nella proporzione di 3o a 36vetture di buon letame per ettaro, aggiu-gnendovi anche bene spesso una decinadi vetture di cenere di torba, ma in alcu-ni luoghi adoperasi anche una quantità diletame presso a poco uguale pel lino stesso.In tal caso si ha cura di spargere e sotter-rare il letame prima dell’inverno, affinchèsi consumi e si divida con le susseguentiarature, e la sua azione riesca quanto piùuniforme è possibile.

Vetillart adottò un metodo analogonei dintorni di Mans : verso il mese diagosto o di settembre fa una prima aratu-ra ed il mese dopo sparge sul terreno unaquantità di concime doppia di quella chemetlerebbesi pel frumento, e la fa sot-Sitppl. Dii. Tecn. T. XFIIT.

Lino

ferrare con una seconda aratura. Sopra leterre forti preferisce egli il letame di ca-vallo, e quello di bue e di vacca per leterre leggere.

Nella Fiandra in generale trovasi il le-tame più conveniente quello delle vacchee dei buoi ; talvolta vi si impiega anchela pollina, e di raro quello di cavallo edhassi grande avvertenza principalmente dinon ispargere sui campi letame prove-niente da erbe cresciute fra i lini o checontenga qualche residuo dei lini stessi,avendo trovato che questo pregiudica a se-gno di far perdere la raccolta. Appena tol-ti di terra la canapa, il tabacco o 1’ avena,che sono le piante, dalle quali suolsi ivi farprecedere il lino, arano il campo, lo spia-nano con 1’ erpice e lo concimano copio-samente, senza più toccarlo fino al marzodell’anno seguente, nel qual tempo lolavorano ancora stritolando con marre lezolle che il ghiaccio non ha spaccate, e loconcimano di nuovo prima di spargerviil seme.

Ogni specie di concime conviensi pellino e quelli in polvere sono più vantag-giosi perchè la loro composizione è uni-forme e possono spargersi molto ugual-mente. In Olanda e nel Belgio usasi benespesso la polvere vegetale, cioè lo stercodisinfettato e seccato ; e non vi è dubbioche non si potesse ottenere un uguale ef-fetto con carbone animale* utilizzandoloa proposito, vale a dire, impiegandolo so-pra terre di una certa consistenza, natu-ralmente più fredde che calde.

Il concime liquido, cui i Fiamminghidanno il nome di purin , e che si componedi stiacciate oleaginose pestate e scioltenella urina dei bestiami, dopo diluite congrandi quantità di acqua e lasciate fermen-tare per vari mesi in cisterne, è uno deimigliori che si possano adoperare pel lino.Non dispensa questo a dir vero affatto dal-1’ uso degli altri letami, ma aumenta senza2 5