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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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19 4 Liso

pericolo la loro energia, e siccome non Io'si sparge che pochi giorni prima della semi-na, così produce nella terra una freschez-za che favorisce la germinazione ed attivapossentemente la prima vegetazione dellepianticelle.

Il Trecco dà le seguenti avvertenze in-torno alla concimatura delle terre pel lino.

La pollina, la colombina, lo sterco dipecora si devono mescolare e correggerecon terra ; perchè specialmente le dueprime specie di letame sole bruciano ilterreno. Molte preparazioni si trovanopresso gli agricoltori, sicché è superfluo ildilungarsi su tal proposito. Lo sterco uma-no si prepara nel seguente modo :

1. ° Avanti, o poco dopo il 25 dicem-bre si raccoglie dalle cloache lo stercorimano col fluido, che lo accompagna.

2 . ° Si trasporta tutta questa materia sulcampo destinato a lino, e si versa in unabuca profonda l’altezza d’un uomo, o più.

5.° Si getta in questa dell’ acqua perisciogliere lo sterco, e ridurlo in una ma-teria fluida, ed insieme vi si gettano den-tro paglie, e strami, che facilmente mar-ciscano, e sieno liberi da semenze cattive.

4° Al momento di usare questo letamesi versa nella buca altra acqua, per ren-derlo fluido, e poterlo cavar fuori coi sec-chioni.

Un anno innanzi ia semina del lino, inprimavera, si letamano i campi purché neabbiano bisogno. In questo modo la so-stanza del letame dalla superficie penetramediante le piogge pelle viscere del cam-po, s’incorpora con la terra, si distribui-sce ugualmente, si sottilizza, si raffina. Letenere radici del lino in sì fatto terreno ri-trovano pronto un succo nutritivo conve-niente alla fina struttura delle sue parti.Del letame sparso sul campo 1’ anno stes-so della semina poco partecipa il lino, ivantaggi risentendosi dalle sementi che adesso succedono.

Lino

Ne’ campi per sé stessi grassi, come iprati di un fondo buono,' non si spargeletame, negli altri la quantità si determinain relazione alla forza del terreno, il cherichiede la cognizione locale del campo.Si avverta, che la quantità eccessiva diletame nuoce al lino, il quale generalmen-te ama un fondo non tanto grasso.

I letami si spargono sui campi coi so-liti metodi. Lo sterco umano, preparatocome si disse, si sparge nel modo seguente.

Dalla buca si estrae con secchioni ilfluido ivi preparato, si getta in un velturodi tale grandezza, che posto su di un car-ro lasci uno spazio da potervi camminareall’ intorno, ed abbia la sponda alta inmodo, che gli operai comodamente pos-sano cavarne il fluido. Empito questo re-cipiente, si conduce col carro sul campo,e gli operai si mettono all’ intorno sulcarro stesso, che passo a passo cammina,e con pale di legno coprono tutta la su-perficie del campo di questo sterco cosìfluido.

Della maggiore importanza nella colti-vazione del lino oltre alla scelta del ter-reno è eziandio quella del seme, ed assi-curasi che ad una tale precauzione devo-no in parte la loro molta altezza i lini diRiga. Traggonsi ivi le sementi della Livo-nia, dalla Curlandia, dell’ Estonia e dallaLituania per rinnovare le proprie. Per ot-tenere poi sementi di prima qualità ricer-cansi le terre migliori, e queste lavoransipiù diligentemente delle altre, concimansipiù abbondantemente, e seminansi me-no fitte, per ottenere piante più vigo-rose, e specialmente lasciansi maturare isemi compiutamente sulla pianta. A me-no che tuttavia la varietà di Riga non siaivi più feconda di quello che nel Belgio od in Francia , il che non sembra proba-bile, è duopo destinare a questa coltivazio-ne uno spazio assai grande, non potendosisperar di raccogliere che raddoppiata o