Liso
luoghi, e nel Cremasco principalmente,se Io assoggetta ad una specie di secondamacerazione, la quale si fa a quella manie-ra che ora vedremo.
Presso la sponda del bagno è il sito piùopportuno per fare il secondo maceratoio,purché vi sia un prato ; e se fosse terraarativa, prima si uguaglia e copre di paglianetta o strame, a fine che il lino uon s’im-bratti di fango. Se non si avesse questaopportunità, e si desiderasse averlo sot-t’ occhio, ovvero se il bagno fosse lon-tano ed incomodo a visitarsi, i fascettinel cavarli si caricano sopra un carro, siconducono al luogo divisato, in un pratovicino a casa od in altro luogo opportu-no e comodo,con l’avvertenza che sia nettoe libero da qualunque immondezza, ed ivisi lasciano scolare dall’acqua sul carro stes-so, fino al momento di formare il mucchio.Cavati tutti i mazzi, si raccolgono i loro le-gami, e si mettono a parte per adoperarlinel legare gli altri mazzi, che rimangono dabagnare. Se questi legami divenissero sec-chi si gettano in acqua, lasciandoceli perqualche tempo, a fine di poterli maneggia-re senza che si rompano nell’adoperarli inseguito.
Se il lino si cava dal bagno una o dueore dopo mezzodì, allora il mucchio osecondo maceratoio si forma nella stessagiornata verso sera. Se il lino cavato lasera fosse rimasto tutta notte sulla spondadel bagno, il mucchio si forma la mattinaseguente al nascer del sole. Lo stesso dicasidel lino che appena cavato dal bagno sifosse caricato sul carro, e condotto al sitodel maceratoio.
Due operai si recano al sito destinatopel secondo maceratoio, dove si trovano imazzetti estratti dal bagno ; uno di essioperai va a prendere i mazzetti posti inmucchio vicino alla riva o sul carro, e liconsegna all’altro, il quale pone un maz-zetto diritto in piedi,con le radici che pog-Suppì. Dk. Tecn. T. XVIII.
Liso a a 5
gino in terra. Appresso questo primo maz-zetto, da lui tenuto fermo con la sinistraalle cime acciocché non cada in terra, nepone un secondo, e unito al primo lo tienein piedi con la sinistra. Al pari di questi duemazzetti ne colloca altri due con lo stessoordine, sicché se ne stieno in piedi da sé.Presso a questi quattro mazzetti se ne pon-gono degli altri secondo lo stesso ordine, sicalcano, cioè nel porre un mazzetto ap-presso 1’ altro lo si preme col ginocchiodestro contro quelli che antecedentemen-te sono posti in piedi, tenendolo per altroalle cime con la destra per non gettarea terra gli altri. L’ operazione di calcare imazzetti si fa quando il lino è di fibresottili e sane, éioè che non siasi coricatoper le piogge e venti, non abbia soffertopioggia sul campo dopo strappato,o quan-do il lino si fosse cavato dal bagno primadi essersi macerato a perfezione.
Se il lino non è sano, cioè siasi coricato,ed abbia sofferto piogge sul campo dopostrappato, i fascetti non si calcano. Se illino che non è sano, e specialmente ilgrosso e morbido, rimaner dovesse in que-sto maceratoio più di due giornate, a causadelle feste che succedessero, in tal caso ifascetti si tengono staccati, nè si calcano ;si fa lo stesso se il lino fosse bagnaloeccessivamente. Posta in piedi una por-zione del mucchio, si copre, collocan-dovi sopra alcuni fascetti in modo che laloro legatura sia quasi al limite del ma-ceratoio, e con le radici si fa un risalto.In seguito si pongono in piedi tre altreserie di fascetti, con 1’ ordine ed avver-tenze suddette : le quali tre serie sonorappresentate dai tre fascetti sul dinanzi.Queste tre serie si coprono con un’ al-tra serie di fascetti, situati in guisa che leloro radici terminino ove sono le legaturedei primi.
Si fanno finalmente le altre serie, cheper essere le ultime si coprono, coi maz-29