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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Lino

heim, e<l i risultamenti di,queste provenolaronsi in un’ opera pubblicatasi daFederico Hreunlin sulla coltivazione ed illavoro del lino, in seguito a molti viaggida Ini fatti per tale oggetto d’ ordine delre di Wurteniberg. In essa vediamo lecondizioni più favorevoli per la macera-zione sul prato essere le seguenti :

iUna cotica erbosa e specialmenteuna prateria ben falciata e ben netta, espo-sta ai raggi solari, piuttosto secca che pa-ludosa, essere il luogo più conveniente peristendervi il lino. In mancanza d’una pra-teria di questa natura può farsi uso di uncampo coperto di stoppie appena falciatee corte, e sono specialmente utili quelli diorzo e di avena sui quali riesce facile sten-dere il lino senza che tocchi la terra.

2 .° Gli steli del lino devono essere di-sposti in istrato piano.o leggermente on-dulalo e sottile, con le radici volte verso ilvento dominante. Subito dopo la stratifi-(icazione giova se cade della pioggia, op-pure se si può innaffiarlo con acqua,e peragevolarne la macerazione, e perchè dive-nendo più pesante si disponga più unifor-memente e non venga con tanta facilitàportato via od intralciato dal vento.

5.° Siccome il lino si macera più pron-tamente snl lato che guarda il suolo, cosiquando ivi la macerazione avvicinasi altermine, lo si dee sollevare per la testa conrastrelli e fargli fare mezzo giro sulla radi-jce, in guisa che la faccia che era al di soprasi trovi al disotto. Questa operazione deefarsi in giornata tranquilla e possibilmentequando prevedesi vicina la pioggia, avendoattenzione che gli steli del lino ricadanorelativamente 1’uno all’altro nella stessaposizione in cui erano dapprima. Devonsianzi rimettere in questa qualora si fosseroalcun poco imbarazzati.

Quando la macerazione è finita, il chesi conosce stropicciando alcuni steli frale dita, o meglio assoggettandoli alla ma-Suppl. Dii. Tecn. T. XFI1I

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ciulla, se il legno massime all’estremitàfacilmente si frange, e i fili separansibene e lo strato fibroso staccasi da sèdallo stelo, cogliesi il momento di una bel-la giornata, e prendesi il lino a manciateper 1’ estremità degli steli ; ma invece distenderli di nuovo sul prato se ne fannobiche coniche, tutte le radici delle qualistieno alla base che si legano alla cimacon uno stelo. Il lino così disposto inbrevissimo tempo si asciuga, ed allora sene fanno fasci di mediocre grossezza, cheserbansi in luogo asciutto e ventilato finoal momento della maciullatura.

Gli esperimenti fatti ne! Wurtembergpermettono di confrontare fra loro i duemelodi precedenti di macerazione, e di bi-lanciare i loro vantaggi ed i loro incon-[venienti. Ecco il riassunto dei fatti osser-vatisi.

I r antaggi della macerazione ad acqua.i.° Nelle circostanze favorevoli la mace-razione non darà che i o giorni, compre-sovi l’imbianchimento sul prato; anchenelle circostanze più sfavorevoli non daràmai più di \ settimane ; 2 .° La opera-zione diviene più sicura a motivo dellaprontezza con cui si fa, restando il linomeno a lungo esposto all’influenza varia-bile del tempo ; 5.° la pioggia od il ventonon cagionano un aumento di lavoro eper conseguenza avvi una perdita menosensibile nella massa del prodotto ; 4 ° Ulino così macerato ha più forza, e lavo-randolo convenientemente può ridursi adun grado di finezza simile a quello dellino macerato sul prato ; 5.° Per conse-guenza è più atto a fare fili pei merletti cjper la tela battista, i quali si vendono apiù allo prezzo. 6.° Finalmente, per effettodi questa tenacità, produce meno stoppanel lavorarlo con la maciulla e col pettine.

Inconvenienti dello stesso metodo.i.° Non si trovano dappertutto le acqueconvenienti ; quindi la macerazione ad acqua5o