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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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mandato dalla macerazione nell" acqua.Quando si crede che vada avanzandosi, vi-sitare si dee ogni secondo o terzo giornouno dei fastelli superiori, per giudicaredello stato della massa.

Ritirato il lino o la canapa così maceratadal fosso, bisogna farli rapidamente disec-care, come già si è detto. La terra, che viresta attaccata, non si stacca se non al mo-mento della cardatura e pettinatura, ameno che non si abbia dell’ acqua di poz-zo in quantità sufficiente per levamela im-mediatamente. Onesta terra del resto nonha gl’inconvenienti per la colorazione deifilacci, che risultano dal fango dei mace-ratoi d’ acqua, a meno che non sia fer-ruginea, ed in caso tale non vi si dee met-tere il lino o la canapa. Gli effetti di talemacerazione convenevolmente eseguita so-no in generale assai belli, ed il più dellevolte preferibili a quelli della macerazionead acqua ; ragionevole è quindi il deside-rio che tal pratica sia più diffusa. Boscfa osservare nondimeno che 1’ andamentodella fermentazione è irregolarissimo inquesti fossi, e che spesso percorre le suefasi con tale rapidità da rendere alteratii filamenti da un giorno all’altro. La causadipende dall’azione del calore atmosferico,molto più variabile di quello dell’acqua.

Prender si devono grandi precauzioni,quando si leva il lino o la canapa da que-sta specie di maceratoi ; imperciocché i gasacido carbonico ed idrogeno solforato, chevi si trovano, sono capaci di cagionareistantaneamente la morte degli operai :questa operazione si dee adunque eseguirealla mattina innanzi al levare del sole. Co-minciare bisogna dalla parte sopra vento, eper sicurezza maggiore accendere un fuo-co chiaro in prossimità di quella parte.

La terra che ha ricoperto il lino o lacanapa in questa specie di maceratoi, comeanche il fango del fondo di quelli ad acqua,sono del pari un letame eccellente ; non si

Lino ujo

dovrebbe quindi mai trascurare d" a ['pro-fittarne. Eppure vedesi abbandonato so-vente questo concime, in paesi in cui laricchezza principale è la coltivazione dellino o della canapa.

Macerazione con metodi particolari.Agli articoli Canapi e Macerazione par-lossi del tentativo fatto in Alemagna pertrattare il lino col vapore, e degli inconve-nienti che in questa operazione si incon-trano. Home propose di macerare il linoe la canapa in poche ore mettendoli inuna soluzione ' alcalina calda : Brasle eSaint-Sever suggerivano un bagno simileal quale facevano seguire 1’ azione del va-pore. Con tutti questi mezzi otticnsi ab-bastanza bene la separazione delle lische,e fdamenti fini e facili ad imbianchirsi,ma il filo che se ne tragge risulta senzaconsistenza e non può mai ottenersi mollofino. Fecersi pure esperienze die sembranodimostrare la possibilità di macerare illino e la canapa nei vapori d’acido solfo-,roso. Queste sostituzioni però, oltre a tuttigli altri inconvenienti, hanno quello di es-sere molto costose.

Macerazione a secco. Abbiamo parla-to nel Dizionario , all’ articolo Macerazio-ne (T. YIII, pog. 92), del metodo sugge-rito da Laforest, per fare che il lino e lacanapa si macerassero a qualche modo pri-ma di svellerli dal terreno, e si compiessepoi la macerazione con un particolaremeccanismo. AH’ articolo Canapa dellostesso Dizionario ( T. Ili, pag. 53o ) ac-cennossi quali, fossero gli inconvenientidelle macchine per supplire alla macera-zione, immaginatesi in Italia, in Ispagna ,nell’ Inghilterra ed in Francia . Tenne spe-cialmente accolta con grande entusiasmola macchina proposta in questo ultimopaese da Christian, la quale, quantunquenon corrisponda pienamente al suo scopo,pure può riuscire abbastanza utile per sup-plire almeno in parte alla macerazione, o