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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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'i 50 Lino

venire in aiuto di quella, per indurci adarne la descrizione. Riferiremo inoltre leconsiderazioni del suo autore sulle diffi-coltà e sui difetti dei mezzi di macerazio-ne attuale, sui vantaggi che egli vedeva•nel di lui meccanismo, e sulle preparazioniche suggeriva di fare al lino in appresso.Aggiugneremo alcune considerazioni suilimiti, nei quali riconobhesi.utile la di luimacchina.

« Osserviamo un poco, dice egli, cosaaccada nella macerazione, qualunque siasi.Prima di tutto vi si stabilisce una fer-mentazione nello stelo, e questa è tantopiù attiva, quanto più grossi sono i fastel-li, quanto maggiore la quantità di questinel maceratoio, quanto più forte il caloredell’ aria, e finalmente quanto meno onulla del lutto 1’ acqua vi venga rinnova-ta ; la parte gommosa si decompone sulprincipio di tale fermentazione, e reagiscesulla resina, che con essa inviluppa lefilamenta ; questa resina vi sta a guisa dipece. Ne’ primi giorni dell’ operazione illino e la canapa fermentano, come le mele,le uve ed il grano fermentar debbono sefarne si voglia dell’ aceto.

» Fin tanto che la macerazione non èche a tal punto, 1’ acido e 1’ agro che s’ èsviluppato nella pianta non han potuto dicerto alterare le filamenta, giacché tornalo stesso come se si fosse riposto ad ammol-lire in debole aceto del lino pettinato ; mase a quel punto si ritraesse il lino o lacanapa, si vedrebbe che la macerazionenon è giunta al suo termino, e che impos-sibile sarebbe lavorarli in tale stato, mentrelo stelo s’ attiene ancora alle filamentatanto forte quanto allorché fu riposto nelmaceratoio.

>'E quindi mestieri chela fermentazionesia prolungata, e che nella pianta succedaun altro cangiamento per giungere a questameta ; bisogna cioè che la pianta cominci amarcire, perchè la macerazione possa essere

Lino

compiuta. Ora se si trascura il momento,tutto è perduto, e s’ avrà letame inve-ce che lino. Se per lo contrario la mace-razione procede bene, due stili giorni ba-stano o per ritirare i fastelli non abbastanzamacerati, togliendoli due giorni troppopresto, o per ritirarli del lutto alterati,lasciandoli due giorni più che non ab-bisogni nel maceratoio. In tal guisa nellospazio di quarantott’ore il lino e la canapapassano da uno stato di macerazione nonancora bastevole ad un altro in cui lo ètanto che la metà per lo meno si riducein istoppa.

» Stabilito il primo grado di fermenta-zione, il progresso della stessa, come ognu-no vede, è estremamente rapido, ed èquindi ben difficile cogliere il punto ne-cessario per arrestare 1’ operazione. I mi-gliori conoscitori vanno errati al pari deglialtri ; ed, a meno che la macerazione nonsia del tutto fallita, avviene che s’ attri-buisca a tutt’ altra causa, come sarebbealla qualità della pianta, alla stagione, oad altre analoghe circostanze, una tale al-terazione che dalla macerazione ha real-mente sofferto. Si può dire che i praticipiù istruiti sul modo di macerare con-vengono tutti di non poter inai risponderedel successo d’ una tale operazione, tantesono l’incertezza che regna e le variazioniche accadono ; gli esperti ed istruiti col-tivatori parlano in tal guisa di questo lavo-ro, mentre i soli ignoranti assicurano dinon ingannarsi giammai.

» Ne viene adunque che quando la ma-cerazione è riputata perfetta, la putrefa-zione ha nullameno incominciato ad al-terare le filamenta , se non su tutta laloro lunghezza, su vari! punti per lo me-no, e specialmente sulle parti più debolidello stelo, ciò che dà quantità maggioredi stoppe, e minore di fili di quello chedato avrebbe se per effetto della fermen-tazione putrida non avesse avuto luogo