uà 8 Linfa
ricoli, non produce pel lino e per la cana-pa alcun altro risullamento ohe quello diagevolare la separazione delle fibre dallostelo, e di raddolcirle ne'successivi lavori;e questo ancora dopo aver dato al lino edalla canapa un colorito eh’ è impossibiletoglierle altramente che con un’imbianca-tola estremamente lunga e dispendiosa.Se v' hanno adunque mezzi efficaci per farsenza d' una pratica, il cui vizio è sì benconosciuto da tutti i coltivatori istruiti,continuava Christian, e chi potrebbe pro-seguire nell’ uso di essa? Sarebbe di certoinsensato chi dicesse, che 1’ essersi sempremacerato è una prova dell’impossibilitàdi far diversamente ; non s’ ebbero già neitempi andati nè aratri per lavorare la ter-ra, nè falci per mietere il grano, nè buonemarmitte per cuocere gli alimenti, nè fornipel pane. E a che saremmo noi oggi ri-dotti, se fatto si avesse come per 1’ addie-tro, prima che s’inventassero e perfezio-nassero gli strumenti per lavorare la terra,e gli utensili domestici ? Ogni persona dibuon senso non si rifiuta di adottare leinvenzioni, perchè soltanto son nuove, mabensì se sono cattive ; e per giudicare do-vrà sempre riportarsi alla propria speran-za in affari rurali, o ad esperienze esatte,autentiche ed esposte di buona fede, comeper l’appunto sono queste che hanno pertestimonii parecchie migliaia di persone.
» Egli è dunque ormai tempo di pren-dere ad esaminar attentamente, come sipossa senza la macerazione far tanto bene,c meglio ancora di quello che far si po-trebbe con essa.
» Ognuno sa che le fibre o filamenta dellino e della canapa, nel loro stato natura-le, stanno come incollate allo stelo legnoso,e che una macerazione ben fatta ne lestacca abbastanza per poterle in appressoda questo separare compiutamente coll'o-pera di varii utensili, di cui ovunqueognuno si serve. Passiamo ad osservare se
ottenere si possa questa separazione inmodo meno faticoso,più proficuo e scevroaffatto dagli inconvenienti e dai pericolidella macerazione.
w Ognuno di leggeri comprende chepolendo venire a capo di frangere lo stelod’ una data quantità di fusti in una voltain minutissimi pezzetti ed in piccole par-ticelle, senza recar danno in modo alcunoalle fibre, il più picciolo stropicciamentocader farebbe tutto lo stelo legnoso, quasiridotto in polvere : si può d’altronde as-sicurarsi della verità di tal fatto frangendoe fregando leggermente con le dila unostelo di lino o di canapa a picciolo partiper volta ; per tal .guisa si possono sepa-rare con la mano tutte le fibre d'uno stelosenza alterarle menomamente ; ma un tallavoro riuscirebbe estremamente lungo, equindi non praticabile. E appunto pre-( isamente questo lavoro, che con la mas-sima prontezza, e su parecchi steli pervolta eseguisce la macchina semplicissimache Christian propose, e che qui descrive-remo ; c giova osservare che lo stelo le-gnoso cade dalla macchina infranto in pic-coli pezzetti, come la farina dallo staccio,senza che mai avvenga che si rompa ocada a terra alcuna fibra o filamento. Intal modo adunque in pochi istanti e senzaperdita alcuna, tutte le fibre del lino edella canapa, i cui steli saranno stali sot-toposti alla macchina, si vedranno intera-mente sbarazzati dalla lisca, nella stessaguisa che se il lino e la canapa con tuttele precauzioni immaginabili fossero statipreventivamente macerati. Si vedrà in al-lora che si può in un momento separarele fibre dallo stelo, senza ricorrere allamacerazione, e che per tale riguardo sipuò farne senza. Ma la macerazione, diràtaluno, raddolcisce le filamenta nel tempostesso che toglie loro una parte della ma-teria gommo resinosa che serve a renderle,ruvide ; risponderassi, che la macchina h»