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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Lino

pure una tal proprietà, quella cioè di to-gliere una parte della materia gommo-resi-nosa, e d’ ammorbidire le fibre senza maideteriorarle, per quanto sieuo fine ; e lamateria gommo-resinosa che resta sullefibre dopo averle con la macchina divisedallo stelo si riduce facilmente in polveresullicientemente stropicciandola ; mentresempre ne rimane anche sulle filamentoche vennero sottoposte alla miglior mace-razione, giacché ovunque se le lavora lungotempo per raddolcirle, dopo macerate.In tal guisa facendo ripassare nella mac-china le fibre separale dallo stelo e dal-la lisca, si toglie loro una buona partedella materia gommo-resinosa, e si rad-dolciscono le filamenta quanto si vuole,senza scemarne la forza, nè diminuirnela lunghezza ; si può anzi raddolcirle asegno da non lasciarvi più materia gommo-resinosa di quella che ne lascerebbe lamiglior macerazione. Si vedrà più oltrecome si debba procedere per togliere age-volmente tutta questa materia, dopo illavoro fatto dalla macchina, e come daresi possa al lino ed alla canapa una qualitàche non s’ ottiene giammai coi mezzi or-dinarli.

» Da quanto precede risulta che aven-do dalla macchina ottenuta la separazionedelle filamenta dalle lische, ed avendoleraddolcite al punto di poterle affinare colpettine e renderle atte alla filatura, que-sta macchina pone tutti i coltivatori ingrado di poter far senza della macerazione;giacché non s’ ottengono, come già si dis-se, da questa che i soli suaccennati duebuoni effetti, a meno però che, come ta-luni pretendono, non si voglia credereche la macerazione dia maggor nervo allefilamenta, cioè che il lasciarle prenderealmeno un principio di putrefazione dialoro del nervo e della forza. Sarebbe, avero dire, un perdere il tempo il volerconfutare tale asserzione. Basti per ri-

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sposta il fare un confronto della forzadel lino o della canapa, preparati con lamacchina, con quella d’ una stessa qualitàdi lino o di canapa macerati al megliopossibile ; e se ne vedrà la differenza.

a Abbiamo voluto spiegare in modochiaro ciò che accade nella macerazione ; isoli buoni risultamenti che se ne ottengo-no ; tutti gli inconvenienti che presenta, ecome ottenere si possano gli stessi buonirisultamenti con una semplice macchinasenza alcun inconveniente. Parleremo oradi questa macchina.

» Nella fig. 3 della Tav. LV delle A riimeccaniche , la macchina si presenta tuttaintera, veduta un poco di fianco ; nella fi-gura 4 si presenta lo spaccato di essa. Visi scorgerà dapprima un grosso cilindro

C, attorniato da varii piccioli cilindri,

D , Zt, D e lì. Tanto il grosso che ipiccoli cilindri sono tutti scanalati allastessa foggia ; si sono latti su ciascun diessi solchi regolari da un capo all’ altrodella loro lunghezza, scorgendosene moltobene la forma sui cilindri rappresentatinelle figure.

» I solchi e le scanalature dei piccoli ci-lindri s’incastrano in quelli del grosso,che, come si vede, sta nel mezzo di tutti.Da ciò ne risulta, che facendo girare ilgrosso cilindro, tutti gli altri piccoli gi-reranno su di esso e con esso. Si pon-ga ben mente alle figure, e si vedrà chetutti i piccoli cilindri restano a pocadistanza 1’ uno dall’ altro, per poter cosìliberamente girare sul grosso. Si vedràpure che il piccolo cilindro segnato b\che porta il manubrio A ed il volante/*, comunica il movimento al grosso ci-lindro, e questo pone in movimento tuttigli altri.

» Le due estremità dei piccoli cilindrigirano in alcuni pezzi di legno od incastrise così si voglia chiamarli, G G G, i qualipossono alzarsi ed abbassarsi,giacchèognu-