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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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a56 Lino

te souo considerevoli ; i resti del primostropicciamento servono a fare tele da im-ballaggio ; con quelli degli altri due si pre-parano fili per le tele da sacco o simili.

Dopo queste preparazioni il lino piega-si in fasci di i cllll -,375 e si passa a quelliche devono pettinarlo. Agli articoli Cana-pa. e Macerazione si è detto di quali ap-plicazioni sieno suscettibili le lische chein queste varie operazioni si ottengono.

Il lino nettato dalle lische mediante laspatolatura dee assoggettarsi ad un 1 altraoperazione che ha per iscopo di toglieregli ultimi indizii della gomma-resina, ondesono ancora lordati questi fili, di sbrigarlie ravviarli, ed è questa operazione la Pet-tinatura che suol farsi spesso nei filatoi,oppure da appositi operai che diconsi Pet-tinatori. Ad entrambe queste parole siè parlato dello stesso soggetto che oraabbiamo a trattare, sicché quanto diremoqui appresso non sarà che un’aggiunta aquanto ivi si trova.

In molti paesi credesi che il lino abbiaad essere ben secco quando si vuol petti-narlo e si fanno altresì riscaldare i pettiniquando il tempo è umido o quando sienorimasti in luogo freddo. All’ opposto inaltri paesi serbasi il lino nelle cantine pri-ma di pettinarlo, credendo aver ricono-sciuto con 1’ esperienza che dividesi allorameglio nel pettinare e prova minor calo.

I pettini sono *in generale formati diuna tavola di legno duro,su cui sono pian-tati denti di ferro, di rame o di acciaioappuntiti e politi ed all’ articolo Pet-tinatore se ne è data la descrizione eil disegno. La forma dei denti varia se-condo i paesi e secondo la finezza dei fi-lamenti che ottenere si vogliono, essendotalvolta uniformemente cilindrici in tuttala loro lunghezza ad eccezione della cimasuperiore che è appuntita, oppure conicidalla base sino alla cima, talvolta di fi-gura romboidale o quadrata. Ora dispon-

Lino

gonsi in linee diritte sulle tavole gli unidinanzi agli altri, oggi più spesso, comenei pettini inglesi, dispongonsi a schacchic-ra o diagonalmente, con molta esattezza.Variano inoltre di grossezza e lunghezza aquel modo che all’ articolo Pettinatoresi disse.

Usansi questi pettini o alla maniera in-dicata all’ articolo Pettinatore medesimo,facendo scorrere il lino sul pettine stabile,oppure facendo scorrere invece il pettinesul lino, come all’ altro articolo Pettina-tura si è detto. In qualsiasi di queste ma-niere lavorinsi i filamenti del lino, essendoquesti di lunghezze molto diverse, il pettinesepara le parti intrecciate lacerandone al-cune, le quali formano la stoppa, e lascian-do in libertà i fili lunghi che si rendonoparalelli e restano nella mano. Ben si vede,per conseguenza, potere la pettinatura darerisultamenti molto diversi secondo 1’ abilitàdegli operai che la eseguiscono. Il lavorodi essi produce una polvere, la quale recaalla loro salute danni che vennero forseesagerati, ma che non sono certo da tras-curarsi. Una donna non può pettinareche 8 fasci di lino al giorno ; a Lilla ipettinatori ne lavorano fino a dieci e suo-le pagarsi 2 5 centesimi per ogni fascio :75 chilogrammi di filamenti possono ri-guardarsi come il contenuto di 54 fàsci,ciascuno del peso di 2' hll ’,8Go, i quali peraltro non danno che 4o cllll ’,5 di lino finoo 54 chilogrammi di lino connine. In unapettinatura ben regolata giova separare illino più comune per ottenerne grosso filoben pettinato.

Non pettinasi in tal guisa se non cheil lino destinato alla fabbricazione delletele comuni ; quello infrascalo che servea fare le battiste non acquisterebbe in talguisa bastante finezza, nè sarebbe libe-rato abbastanza dalla gomma e dalle altresozzure. Per dargli il grado di finezza oc-corrente, lo si assoggetta all’ azione di una