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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Lino

maglio per un’ora in uu mulino, quindi sco-tolato col metodo solito e pettinato come iprecedenti. Il lino macerato sul pratovenne battuto più a lungo col maglio enon iscotolato.

Il lino lavorato con la nìaciulla era ingenerale più duro, meno molle, più cortodi quello preparato cogli altri metodi, e lamacchina di Kuthe diede filamenti purie belli quanto quelli ottenuti col metodofiammingo.

Importanti sono le preparazioni date allino, alla canapa ed altre materie fibrqseper ridurle nello stato occorrente per as-soggettarle alla filatura con una macchinaimmaginata dall’ ingegnere Fairbairn e ilaSutlil filatore di lino. Mediante il mecca-nismo da essi perfezionato le lunghe fibredella materia da lavorarsi vengono spez-zate e divise riducendosi a minori lun-ghezze, quindi si dispongono paralelle edin linee rette in tal guisa da produrre lamaggiore uguaglianza possibile nella lun-ghezza delle fibre in tutto il fascetto, mentrela stoppa, la borra,i bioccoli edaltri filamen-ti corti, liberi od intralciati alle estremità diciascun fascetto, vengono levati via e trat-tenuti sopra i denti dei nastri o pettini la-terali. Le figure 6, 7 e 8 della Tav. LVIdelle Arti meccaniche rappresentano, laprima una sezione longitudinale presa sullametà della macchina destinata a fare que-sto lavoro ; la seconda una sezione trasver-sale in alzata-; la terza mostra la macchinaveduta orizzontalmente, supponendone le-vati i cilindri e rotoli superiori, ad oggettodi lasciar vedere quelle parti che essi co-prono.

Quattro tamburi a, a gola od a dop-pio collare sono fissati sopra assi oriz-zontali b b che girano sopra appoggi fis-sati sull’ intelaiatura principale della mac-china. Onesti tamburi conducono due co-regge, o nastri eterni di cuoio c c cheportano file longitudinali di denti inseritiviSappi. Dìi. Fecn. F. XFili.

Liso 26S

come nei pettini pel lino e la canapa. Fraqueste due coregge o nastri eterni trovasiuna serie di spranghe trasversali di petti-ni d d, le quali possono scorrere un certotratto in mezzo della macchina condotteda due viti eterne e e.

Un fascio di lino o d’altra materia su cuisi voglia operare mettesi di traverso sullamacchina, come si vede in f f (fig. 8) e leparti presso alle sue estremità si impegna-no nei denti della coregge o nastri eter-ni c c. Piccoli rotoli corti g g fissati sopraun albero h girano liberamente entro for-chette, le quali sorgono verticalmente sulleparti laterali del telaio. Questi rotoli pog-giano sulle cime delle fibre del fuscello,e col loro peso comprimono queste sullecoregge eterne c c e fra i denti onde quellesono munite, affinchè questi denti possa-no saldamente tenere le fibre ben tese.Le fibre di mezzo del fascetto vengonoallora portate innanzi fra due guide i iverso i rotoli alimentari j k che conduco-no queste fibre sui denti che tengono lespranghe d d del pettine. Queste spran-ghe avanzandosi con una velocità pressoclie uguale a quella dei rotoli alimentatorij k e pressso a poco dieci volte maggioreche quella delle coregge laterali e deidenti c c, stirano le fibre della materia af-ferrate verso metà di loro lunghezza daidenti di questo pettine, e le fanno usciredai denti delle coregge laterali, abbando-nando la stoppa, la borra ed altri fili cortiod imbarazzati che sono trattenuti daidenti laterali, mentre le fibre pure e nettetratte innanzi dal pettine si trovano in talguisa condotte sotto i cilindri stiratori l m.Questi girano circa 20 volte più prestoche non camminino le spranghe del pet-tina, il che loro permette di togliere aidenti di questo pettine le fibre corte e diraddrizzarle; mentre le fibre lunghe tenu-te fra i denti del pettine e tirate dai cilin-dri l m vengono a rompersi in lunghezze5 / (