Liso
seguiva 1’ esemplo ; nello stesso tempo laPrussia che aveva chiamato a sè il Giral dvedeva in varie fabbriche della Slesia filarsiil lino secondo il nuovo sistema ; final-mente nel 1825 il governo del ducato diPolonia fondava, sei miglia distante daVarsavia , una vasta filatura intorno allaquale sorgeva una nuova città cui si da-va il nome di Girardow.
L’Inghilterra per sua parte faceva sfor-zi continui per giugnere allo stesso scopo,ben prevedendo il danno che poteva re-care alla sua industria del cotone il nuovosistema della filatura del lino, e l’immensovantaggio che troverebbe nel lavorare tut-te e due quelle materie ad un tratto. Nes-suna delle invenzioni che erano state ten-tate in quel paese avevano dato prodottisufficienti, e gli Inglesi furono aneli’ essiobbligati di copiare il sistema francese .
Fino dal 1 8 1 5 gli antichi socii di Gi-rard portarono i loro metodi a Londra evi presero un privilegio in società ad Ora-zio Hall. Ben presto il sistema adottassiin varie manifatture inglesi ; ma siccometemevano queste la gara, cosi i metodi ri-masero quasi secreti, nè se ne fa puremenzione nell’ opera pubblicata quattroanni dopo sulla filatura del lino da An-drew Gray, costruttore di macchine benconosciuto.
Non diremo che fino d’ allora i mecca-nismi di Girard fossero ridotti a tal per-fezione da poter dare risultamenti uguali aquelli che oggidì si producono. Tuttavia ledue fabbriche di Parigi avevano fatti fili di60,000 metri al chilogramma, limite moltoinferiore a dir vero a quello che avevafissato il troppo esigente programma del-la amministrazione imperiale ; ma era giàaver fatto molto, nè dipendeva che dagliInglesi di giugnere fino a questo primolimite, come si fece nell’ Austria poco do-po il 181 5 .
Una preoccupazione, inesplicabile in
persone così abili e chiaro-veggenti qualisono i fabbricatori inglesi, fece loro trascu-rare la parte più notabile delle invenzionidi Girard, vale a dire, la suddivisione deifilamenti del lino in fibre elementari colmezzo dell’ acqua calda e lo stiramento diquesti filamenti per cangiarli in fili di unapiù grande finezza. Forse che questa ideatanto ingegnosa della suddivisione e disse-zione dei filamenti parve loro un sogno, oforse nell’ applicazione di essa non videroaltro effetto che quello ri’ indebolire il linoin pura perdita e di snaturarlo. Comunquefosse, è certo che si occuparono soltantodelle altre parti del sistema francese , con-tinuando a filare il lino come prima intutta la sua lunghezza.
Limitandosi così ad applicare imperfet-tamente alla filatura le idee di Girard, peralcuni anni gli Inglesi non fecero chescarsi progressi, ma nel 1824 Marshall ,fabbricatore oggidì reso celebre, si recòa studiare in Francia il sistema del qualeivi non rimaneva che pochi resti, e ladescrizione del privilegio. Tornata nellasua patria seppe trarre tanto partito daquesto sistema che fino dal 1826 aveva aLeeds 75,000 rocclielli in attività, e chesorgevano altre 100 fabbriche nello stessopaese ad imitazione di quello stabilimentomodello. Marshall tuttavia filava ancora illino in tutta la sua lunghezza, non avendoconosciuto o non avendo saputo applicarelo stiramento ad acqua calda e 1’ affina-mento del lino ; e mentre la fabbrica fon-data dal Girard nell’ Austria dava fili di60,000 metri al chilogramma, le filaturedi Leeds non giugnevano che al numerodi 1 5,000 metri.
Si ha giusto motivo di sorprendersi chei filatori inglesi abbiano così trascurato laparte più importante del sistema Girard,ma ciò che dee sorprendere ancora più siè come i fabbricatori francesi ignorasseroper molto tempo essere stato Girard Fan-