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filamento pel due capi, viene separatosenza sforzo sensibile in due parti, chescivolano 1’ una sull’ altra prima di sepa-rarsi e che terminano in una punta finis-sima. Prendendo 1 ’ estrema parte d’ unadi quelle punte, e fermando il residuofilamento a dieci o dodici centimetri disostanza, si ottiene una fibra estremamen-te fina, che alcuna volta può suddividersiancora.
» Continuando queste suddivisioni, siarriva alle fibre quasi impalpabili che po-trebbero chiamarsi elementari : la facilitàcon la quale le parti d’uno stesso filamen-to scivolano le une sulle altre, 1’ estremaloro sottigliezza, e quindi il gran nume-ro di esse, permettono di stirare ed al-lungare quasi all’ infinito un filamentosenza che questo si spezzi, ed a maggiorragione, un complesso di filamenti. Lafigura stessa delle fibre sembra facilitare lariuscita dell’ operazione : i loro capi sotti-lissimi ed aguzzi sono assai atti a rendereinvisibile il punto di congiunzione, e adessere contenute nel filo, tanto per 1’ ef-fetto dell’ intrecciamento, che per quellodella torcitura.
» Se si prenda un filo qualsiasi, sem-prechè sia stato liscivato, e se ne stacchiun filamento lungo dieci o dodici centi-metri, tentando spezzarlo, non opponealcuna resistenza. Se viene bagnato, ripe-tendo l’esperienza, la resistenza si là asso-lutamenle nulla, e ciò attesta che la resi-stenza provata sulle prime, non era chel’attrito delle fibre intralciate e ritorte.L’ umidità nell’ ammollirle le raddrizza, efa cessare ogni forza di esse. Tale è labase sulla quale s’ appoggia il nuovo si-stema. »
Un sistema cosi vasto e complicato co-me si è quello della filatura meccanica dellino non poteva giuguere di primo slancioallo stato di perfezione cui lo vediamo at-tualmente ; quindi Girard in molte ag-
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giunte di privilegio notò le successive mo-dificazioni apportate ai primi suoi mezzid’esecuzione ; e non erano spirati treanni dopo la pubblicazione del decreto,che aveva stabilito a Parigi , una filaturadi circa 2000 rocchelli. Era vicino a spi-rare il tempo stabilito pel concorso, allor-ché avvenne la catastrofe politica del 181 3 .
I capitalisti della nascente impresa non po-terono sostenerla, e quella manifattura ces-sò. Invano si stabili un’ altra fabbrica su-gli stessi principii nella strada di Charon-ne ; la seconda invasione distrusse di nuovole speranze di Girard.
La ristaurazione commise il gravissimofallo di rifiutare il soccorso di un sempliceprestito di alcune migliaia di franchi al-l’uomo che metitavasi una ritompeusa na-zionale. Il governo austriaco, più oculato,aveva fatto all’ inventore vantaggiose of-ferte che la sua crudele situazione lo avevaobbligato ad accettare, e Girard divise indue parti uguali i suoi meccanismi invian-done una a Vienna e lasciando l’altra aParigi, nella speranza che la Francia nonvolesse abbandonare un’invenzione di tan-ta importanza per essa ; ma il nuove go-verno non volle concedere alcun soccorso,e la scoperta cadde dimenticata affatto nelpaese dove era nata. Indarno in appressoil conte Chaptal richiamò l’attenzionepubblica sul sistema di Girard, ed invanoalcuni uomini di merito, fra i quali il dot-to geologo Prevost che aveva sostenutoGirard co’ propri suoi capitali, menaronolamento del torto che l’incuria della am-ministrazione farebbe alla Francia , poichétanto il governo che il pubblico non viprestarono orecchio.
Frattanto altre nazioni seguivano conattiva sollecitudine gli ulteriori progressidella filatura meccanica del lino e si affret-tavano di adottare il sistema del Girard.L’ Austria aveva la sua filatura del Wiir-temberg 5 tre anni dopo la Sassonia ns