Band 
Tomo XXXII. [Supplimento.]
Seite
273
JPEG-Download
 

Lixo

od anche io eentesiini al giorno : dell’ im-mensa maggioranza degli abitanti di certipaesi costretta a darsi in nota ai registridegli offizii di carità ; dei raccolti del linoammassati nei granai malgrado l’invili-mento dei loro prezzi che erano caduti diun i o, di un 2 o e di un 3 o per o/o ; di al-cune filature meccaniche conservatesi inFrancia , ma non dirette secondo il sistemadi Girard, costrette dalla concorrenza de-gli Inglesi a chiudersi tutte ad un tratto.Da questi disordini ne vennero lotte fra letre classi degli agricoltori, dei manifattorie dei commercianti, nei giornali, nelle Ca-mere e dinanzi al Comitato indagatore chela crisi obbligò a istituire ; lotte misera-bili nelle quali ciascuna di queste classicredeva servire ai propri interessi isolan-dosi dalle altre due, e con ignorante egoi-smo chiedeva che si aumentasse o dimi-nuisce l’ostacolo delle dogane per suoesclusivo profitto, senza darsi la briga diesaminare se non vi fosse un altro ri-medio più utile al paese e di esso piùdegno.

Spetta agli scrittori di economia politicail dipingere l’imbarazzo della dogana fran-cese al vedere questa importazione semprecrescente di fili, che, mercè il sistema Gi-rard, gli Inglesi sapevano trarre dalle piùcattive stoppe, e pei quali non pagavanose non se il minimo dazio degli antichi filidi stoppa più comuni ; poi 1’ aumentoquasi doppio di questi dazii ; quindi inuovi imbarazzi della dogana al vedere1’ aumento continuo della importazioneinglese e le trasformazioni svariate dei suoiprodotti ; imbarazzo donde non seppeuscire se non se decretando arbitrariamen-te che i fili, i quali oltrepassavano un cer-to grado di finezza, cioè il N.° 5 o inglese ,non provenivano dalle stoppe. Quindi lequistioni fra i Consigli delle manifatture edel commercio, il primo dei quali volevacaricare il filo inglese d’ una imposta diSuppl. Dii. Testi. T. UVIII.

Lixo 270

1000 franchi alla botte; il secondo di-chiarava che le cose avessero a stare comeerano ; e la misura media di un daziodi 5 00 franchi alla botte, adottatasi dalministro e da una commissione della Ca-mera dei deputati ; ed altre molte similiincertezze e discussioni.

Un più valido rimedio si fu la institu-zione in Parigi di una grande officina, nel-la quale si costruiscono, al pari che in In-ghilterra, tutte le macchine atte alla filaturadel lino e della canapa, e donde uscironoparecchi sistemi compiuti che agiscono ingrandi filature francesi. Decoster, che èl’istitutore di quella manifattura, era pochianni sono semplice direttore di officinapresso Saulnier il seniore, 1 ’ abile mec-canico della Zecca di Parigi . Le prove dalui date di notabile ingegno gli attrassero glisguardi di Girard, il quale trattò seco luiper la instiluzione e collocamento al suoposto nell’ Inghilterra di una macchina dapettinare il lino e la canapa che aveva in-ventato, e per la quale Evans aveva chiestoun privilegio a Londra , facendola costruiràda Roberts, uno dei primi meccanici diBirmingham . Ammesso in tal guisa nelle of-ficine inglesi, ed approfittandosi dell’espe-rienza e dei consigli di Girard, potè vede-re, esaminare, ed esperimenlare quanto fa-cevasi nelle filature inglesi. Il suo ingegnoinventore fece il resto, e ben tosto lemacchine da pettinare di Girard, modifi-cate più o meno da Decoster, lavoraronocon buon successo. Dopo lungo soggior-no a Leeds , questa capitale della filaturadel lino, verso il i 835 Decoster tornos-sene in Francia e, solo, senza aiuto disorta, eseguì in una stanza l’insieme dicirca 3 oo rocchelli mossi da un semplicemanubrio ; e questo abbozzo di macchinaprovossi nello stabilimento fondato a Pont-Remy da Lienard, fabbricatore conosciutoper le sue esperienze sul lino della NuovaZelanda, e la prova riuscì a tale che Lienard53