Lino
ed altri fabbricatovi posero i loro capitalia disposizione di Decoster, e da quel pun-to la Francia cominciò a gareggiare con1’ Inghilterra. Modesti furono i principiidella nuova Società. Nel 1837 formossia Parigi una piccola officina, quindi se nestabilì successivamente un’ altra più gran-de, tutte due unicamente composte di ope-rai francesi allievi di Decoster, il qualenon possedeva che disegni e neppure unmodello inglese . Finalmente nel i838Decoster potè creare un vasto stabilimen-to che prende sempre maggiore esten-sione.
Scrive di Lilla e Feray di Essonne , iquali, molto prima della invasione dei pro-dotti inglesi, possedevano filature mecca-niche dietro un cattivo sistema, avevanolino dal i835 cercato di introdurre dal-l’Inghilterra macchine da filare il lino; mal’attiva sorveglianza di quel governo edei fabbricatori inglesi non permise lorodi compiere questa esportazione che neli855, facendola ad un pezzo per volta eper vie indirette. In appresso Malo e Di-ckson di Dunkerque imitarono questoesempio. Scrive e Feray tentarono dappri-ma di copiare le macchine che avevanointrodotte, ma solo per proprio uso; quin-di Schlumberger, Debergue ed AndreaKoechlin seguirono le orme di Decostered intrapresero, quantunque con minorbuona riuscita, la costruzione di sistemicompiuti per la filatura del lino.
Tre caratteri essenziali distinguono lostabilimento di Decoster da tutti gli altri :i. 1 ’ la sua derivazione dai metodi di Gi-rard : n.° la esecuzione superiore di tutti isuoi prodotti ; 5.° la proprietà esclusiva dialcune invenzioni, e specialmente di quel-la che permise di tentare la filatura dellacanapa con esito quasi uguale a quella dellino. La maggior parte delle varie specie dicanapa hanno, come è noto generalmente,mia rigidezza che impedisce di lavorarle
Lino
come il lino e le fa servire quasi esclusi-vamente alla fabbricazione dei cordaggigrossi e sottili. La lunghezza delle fibredella canapa aumenta la difficoltà del la-voro meccanico. Parecchi mezzi si imma-ginarono in vari tempi per vincere il pri-mo di questi ostacoli ; ma nessuno avevadato risultamenti buoni ed economici, uDecoster fu il primo ad ottener questoscopo, e risolse con esito quasi uguale ilproblema circa alla lunghezza delle fibredella canapa.
Non può negarsi per altro agli Inglesiil merito di avere saputo i primi trarrepartito dalle macchine per filare il lino,mediante perfezionamenti introdottivi, equella arditezza e perseveranza che li di-stingue nelle imprese industriali. Per ri-fiutare all’ Inghilterra il merito del perfe-zionamento di siffatte macchine, convienenon conoscere come in questi grandi ecomplicati congegni il menomo cangia-mento produca spesso assai grandi risul-tamenti. Sono gli Inglesi che fecero mag-giormente avanzare questa industria, edassicura chi ha veduto agire le loro mac-chine, più o meno diverse fra loro, chedall’ esame di quelle evidentemente si vedeaver eglino fatti fare i più importanti pro-gressi, dopo Bauwense Eruck, alla filaturapropriamente detta. In vero, anche il De-coster non diedesi alla fabbricazione dellemacchine da filare il lino che dopo avereesaminate quelle dell’ Inghilterra.
Il Gera riferisce avergli detto alcunifabbricatori inglesi che uno fra i più im-portanti miglioramenti della filatura eraquello di poter farla a secco meglio chenon si facesse altrove, adducendo che glioggetti filati risultavano perciò più consi-stenti e durevoli : lo si assicurava altresìessersi scoperto che i tessuti prodotti dallino spezzato ed umettato divenivano co-tonosi dopo bagnati, si accorciavano molto,e prontamente alteravansi, a tal segno che