Liso
10 (guari), il quale contiene 12 1/2 por-tate (portces ), ciascuna di 16 fili di 16aune di lunghezza. Gl’ Inglesi invece nu-merano il filo di lino secondo la quantitàdi matasse ciascuna della lunghezza di64 ° giarde ( 555 "',22 ), che occorronoper formare il peso di una libbra.
Esaminato così quanto riguarda la fila-tura del lino con tutti quei particolari checi è stato possibile di raccogliere intornoad essa, alcune considerazioni sogghignere-mo sulle cagioui di insalubrità e di perico-lo, che questa manifattura presenta perquelli che all 1 esercizio di essa si danno.
Abbiamo detto primieramente come ifili passino di continuo in una vasca ripie-na di acqua calda posta dietro ai rocchelli:ne risulta che questi fili spruzzano di con-tinuo dinanzi alle macchine una specie difina rugiada nell’ atto che girano rapida-mente nell’ avvolgersi sui rocchelli. Sicco-me a poca distanza trovasi un’ altra mac-china da filare, così 1’ operaio che vi at-tende, trovasi esposto a questa rugiadatanto per dinanzi che per di dietro, e sen-za le necessarie precauzioni in breve i suoivestiti ne sarebbero ammollati, massimequando lavora, come dicemmo, in mezzoa due macchine. E quindi necessario se-parare queste macchine e di tenerle aduna certa distanza. Tutti quelli che visita-rono le filature del lino, ed anche le com-missioni incaricate dal governo inglese diindagare quanto si riferiva alla loro salu-brità, notarono questo inconveniente ed
11 bisogno di rimediarvi, e di impedire cheI’ avarizia dei manifattori, per un eccessodi economia, accumuli un numero sover-chio di macchine in uno spazio troppoangusto. E bensì vero che i filatori tengo-no per ordinario un vestito adattato ; ma,a meno che questo non sia impermeabile;ben prestojjcagiona loro un senso spiace-vole e nuoce alla salute tenendo il corpocontinuamente in un bagno caldo. In al-
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cune officine si introdusse appunto 1’ usodei panni impermeabili o di grandi grem-biali di cuoio, che è il solo rimedio prati-cabile, poiché lo spazio che è necessariolasciar libero intorno ai rocchelli affinchèil filatore ne sorvegli 1’ azione rende im-possibile 1’ uso d’ ogni sorta di paraventood altro simile riparo. L’inconvenientedell’ aspersione dell’ acqua spruzzata dallarotazione dei fili diviene maggiore con1’ uso dell’ acqua calda, avendovi di piùil calore, e tutta quella umidità che diffon-desi nella sala per la evaporazione. Si di-minuirono in parte questi inconvenientifacendo coperte le vaschette in cui pescanoi fili. Inoltre si trovò un /nodo di riattac-care i fili che si fossero rotti innestandolinel fascetto vicino che li fa passare nel-1’ acqua senza bisogno, che la filatrice vituffi la mano. In alcune manifatture ado-perasi una spilla per far passare la cimadei spezzati fascetti e riannodarla.
Oltre al maggior danno dell’ umidità,altri ne vengono dalla soverchia vicinanzadelle macchine nelle filature. Gli operaisono esposti al pericolo di essere feriti dairotismi o dalle parti delle macchine ; el’aria si vizia, attesa la quantità di perso-ne che la respirano in uno spazio angusto.Il mezzo più semplice forse di rimediarea simili inconvenienti sarebbe di stabilirecon una legge che il numero di operai inuna officina avesse ad essere proporziona-to a quello dei piedi cubici di capacità dallocale. Driluvater raccolse alcuni dati, daiquali risulta che in alcune filature di linoinglesi non si danno che 2 5 piedi cubicidi spazio ad una macchina da filare di 100rocchelli. Nelle officine da cardare lo spa-zio occupato dal meccanismo è alquantomaggiore di quello della macchina da fi-lare. Una legge, la quale fissasse soltantoI’ altezza della stanza senza aver riguardoalla capacità cubica di essa relativamenteal numero di quelli che vi lavorano, non