Liso
maturare il lino compiutamente, variada 8 e 1/2 a i i ettolitri. Separato questoseme dagli steli, a quel modo che si disseal principio di questo articolo (pag. 209),se lo vaglia per separarlo dagli avanzi dellecapsule, e se lo trasporta nel granaio, acciòfinisca di riscaldarsi, rivoltandolo soventenei primi giorni ed anche talvolta per piùmesi di seguito, affinchè non ammuffiscao non si riscaldi, e difendendolo accurata-mente dai sorci che ne sono assai ghiotti.Quando stimasi asciutto bastantementedeesi riporre entro botti o nei sacelli finoa che venga il momento di adoperarlo odi venderlo.
Innanzi di farci a parlare dei varii usidel seme del lino non sarà inutile accen-narne la composizione quale venne trova-ta da Leo Mayer. Secondo questa analisiil seme secco del lino contiene :
Olio grasso.11,2 65
Cera.0,146
Resina molle.2,488
Materia colorante resinoide . o, 55 o
Materia gialla analoga al concino 0,926
Gomma.6,1 54
Mucilaggine vegetale . . . i5.i20
Amido. 1,480
Glutine. 2 .g 52
Albumina.2,782
Estrattivo zuccherino . . 10,884
Inviluppo contenente mucilag-gine vegetale non estratta 44 i^82.
Contiene inoltre dell’ acido acetico li-bero, degli acetato, solfato e cloruro dipotassa, del fosfato e solfato di calce, delfosfato di magnesia e della silice. SecondoVauquelin trattando il seme di lino con1’ acqua bollente questa ne scioglie 1/4del suo peso di mucilaggine, insieme adell’ acido acetico, dell’ acetato di potassa,dell’acetato di calce, del solfato, del fosfa-to c cloruro di potassa, del fosfato di cal-
Liao 2gl
ce e della silice. Questi sali però non agi-scono sensibilmente sulla mucilaggine, laquale può adoperarsi invece di gommaquando si tratti soltanto di dare viscositàall’acqua o ad altra materia, senza bisognoche acquistino proprietà appiccaticce ; co-sì, per esempio, questa mucilaggine puòservire di bagno per ricevere i colori cheservono a marmorare la carta. In Inghil-terra, nella provincia di Glocester usanoquesta mucilaggine per ingrassare i buoipreparandola semplicemente nel modo chesegue. Prendesi una libbra di seme di lino,mettesi in una secchia di legno e vi siversano sopra circa tre libbre di acqua,agitando il tutto con un legno e lascian-dolo per 48 ore in riposo a freddo. Ag-giungonsi poscia circa altre 5 libbre diacqua e si fa leggermente bollire il miscu-glio per circa 2 ore, agitando continua-mente e aggiugnendo dell’ altra acqua inproporzione che si evapora la prima, nelqual modo viene a risultarne una muci-laggine consistente come un siroppo, chesi lascia raffreddare mescendovi poscia unpo’ di farina o di crusca od anche della pa-glia minutamente tritata. Suolsi dare a cia-scun bue ogni giorno una pinta e mezza diquesta mucilaggine, nel qual modo ingras-sano molto e prontamente.
La medicina adopera il seme del linocome dolcificante ed emolliente tanto indecozione, che applicato esternamente aguisa di cataplasma.
Il maggiore vantaggio del seme del linoperò è quello dell’ olio che produce ma-cinandolo e spremendolo due o tre mesidopo raccolto, essendosi riconosciuto chein questo intervallo di tempo aumenta laproporzione dell’ olio. Rimettendo all’ ar-ticolo Olio il parlare del modo di estrar-lo e de’ suoi caratteri, qui ci limiteremoad accennare che un ettolitro di seme dilino, che pesa da 65 a 74 chilogrammi,ne dà circa 2 5 di olio, e che gli Olandesi