Liso
sciala dagli antichi popoli dell’ Oriente, èstata per lungo tempo ignorata. I francesistessi riconoscono che il celebre Ciampini,morto a Roma nel 1698, fa il primoche ne ha insegnato o ripristinato il se-greto, e che Mahudel ne ha perfezionatoil metodo.
Da 5 o anni a questa parte si fabbrica-no nei Pirenei cordoncini , legacce e cin-ture col filo di lino detto incombustibile.Fra noi venne spinta molto avanti que-st’ arte, perchè si sono tratte dall’ amiantofila di varie sorta, e con questo si feceromerletti finissimi, tele ed anche carte divarii generi, nel che si distinsero in Lom-bardia la Lena Perpenti di Como, e Gio-vanni Aldini , (V. Amianto.)
Due cose però devono notarsi a questoproposito : la prima che d’ordinario nonpuò filarsi e non si è filato in addietro1’ amianto, se non mescolandolo col filodi cotone, sebbene recentemente siensistudiati alcuni di dargli una nuova prepara-zione col mezzo dell’ acido idroclorico odi altri acidi minerali, e si pretenda in que-sto modo di renderlo meglio atto alla fila-tura ; la seconda che poco utile riescequesta specie di lino, detto incombustibile,per rendere inattaccabili dal fuoco e dalcalore le persone destinate a spegnere gliincendii, od anche varii oggetti, essendoquel corpo deferente del calore. Gli antichi,per quanto sembra, si servivano di lenzuolad’amianto per consumare in esse i loro ca-daveri e raccoglierne le ceneri. Si aggiungache tutti i tessuti che si sono fatti recente-mente di amianto, e i giubbetti od altrevesti che se ne sono formati, sono di pesoenorme, poco pieghevoli e poco adattabilialle persone, cosicché mai non potrebberoservire ad uso di quelli che destinati so-no a spegnere gli incendii, giacché ne im-pedirebbero i movimenti, che esser devo-no, per quanto è possibile, liberi e pronti.(V. IvcENnio.)
Suppl. Dii. Tecn. T. WIII.
Linthabi 297
Si dice che altre volte si facesse usodel lino incombustibile per fabbricare lu-cignoli che rischiaravano perpetuamente,cioè finché vi aveva olio, senza perde-re della loro sostanza, e senza che do-vessero ad ogni tratto smoccolarsi ; e siosserva che di quei lucignoli facevasi usoprincipalmente nei tempii. Si soggiugnepure che lo spagnuolo Yives lasciò scrit-to d’aver veduto adoperarsi quei luci-gnoli in Parigi fino dal principio dalXV secolo. In questi ultimi tempi si èapplicato anche in Italia il lino incombu-stibile o 1’ amianto alla fabbricazione deilucignoli ; ma questi, come già si accen-nò, non sono filali se non coll’ aggiun-ta di una porzione considerabile di coto-ne, ed inoltre si ostruiscono ben presto edivengono inservibili pel fungo che vi for-ma sopra il carbone che depone 1’ oliobruciando, a meno che non si snettino ditratto in tratto con 1’ esporli ad assai fortecalore.
(G**M. — Dii. delle Origini.)
LINODELLA. Sorta di uva di buonaqualità che coltivasi specialmente nel con-tado di Pisa .
(Giunte veronesi al Voc. della Cru-sca.)
LINSEME. Seme del Lino (V. que-sta parola.)
(Alberti.)
LINTEARII. Venditori delle vesti dilino presso i Romani .
(Rebbi.)
LINTEONI. Tessitori delle vesti di li-no in Roma .
(Rubbi.)
LINTERCOLO. Voce presa dal latinoper indicare quello che noi diciamo Son-din'o (V. questa parola.)
(Bazzabini.)
LINTRARI. Presso gli antichi erano idirettori delle barchette fluviatili dettelintri. (Rubbi.)
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