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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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21)8 LlQUAMENTO LlQUAMENTO

LIOFANTE, LIONFANTE. V. Ei.K-jsto Supplimento come tale circostanza sia

una delle difficoltà che si oppongono allaformazione di alcune leghe (T. XVII, pa-

FANTE.

LIONATO o LEONATO. Aggiuntodi colore simile a quello del lione, ed oggisi dice, non solamente dal tanè chiaro,ma ancora di tutti gli altri gradi dello stes-

gina 57). Avviene, per esempio, questoeffetto assai distintamente per le leghed’ oro, di argento o di rame, e pei titoli

so colore : propriamente però è di duelpiù bassi di queste ultime, l’effetto no èspecie una che pende al giallo, e 1’ altra tale che per verghe d’argento a 400/1000,in oscuro, e questa propriamente si chiama per quanto rapidaamente si raffreddi la

massa, vi ha sempre separazione anche nelleparti più sottili, come sono le sbavatureprodotte dalla commettitura delle pretelle.Questa proprietà non permette di ottene-re una verga di titolo uniforme, e, secondola sua compesizione, il titolo è più altonel centro od alle superficie ; pel titolodi 400/1000, per esempio, trovatisi dif-ferenze di 60 a 80 millesimi, e figurandosila verga siccome formala di strati che sirialzino verso gli orli, i titoli più alti tro-

iane o lionato pieno, lionato scuro.

(Alberti.)

LIONCELLO. Y. Leoncello.

LIONE. Ornamento che suolsi adatta-re assai spesso allo sperone dei bastimenti.

(Stratico.)

LIONFANTE. V. Elefante.

LIOPARDO. Quadrupede del generee della famiglia dei gatti e dell’ ordine deicarnivori (Jelir leopardus , Linn.), velo-cissimo nel corso, che somiglia molto alla

tigre ed è di colore leonino, indanaiatoivansi negli strati esterni ed i meno altidi nero. Somministra al commercio assai,nello strato centrale, cosicché prendendo

belle pelliccerie che vengono specialmenteportale in Russia dall’ Asia .

(Alrerti — De Volpi.)

LITICO ( Acido ). Uno dei prodottidell’ azione dell’ acido nitrico sull’ acidostearico.

(G**M.)

LIOUABILITÀ. Proprietà di esserealto a liquefarsi.

(Alrerti.)

LIOUAffENTO,LIQUAZIONE. Pro-priamente vale lo stesso che Liquefazio-ne ; tuttavia nelle arti chimiche vi si attac-ca un senso alquanto diverso indicandosiquell’azione metallurgica , mediante la qua-le si separa un metallo da un altro.

Quando due o più metalli combinatiinsieme hanno una densità od un gradodi fusibilità molto diversi, la lega fusa ab-bandonata a sè stessa e fatta raffreddarlentamente, si separa bene spesso in variistrali che presentano notabilissime diffe-renze, ed abbiamo anzi osservato in que-

una parte della massa in questi vani punti,non si avrà sempre lo stesso titolo. Rap-presentandosi nella figura 5 della Tavo-la XXXIII delle Arti chimiche la sezio-ne di una pretella con la verga colatavientro, il titolo sarà più alto negli spaziia a a e c c c di quello che nell’altro b b b.Le verghe al di sopra di 800/1000 pre-sentano una disposizione inversa, cioè adire, che la parte b b b è di titolo più altodi quelle c c c, a a a. Anche il bronzo èsoggetto a separarsi per liquazione ed almomento in cui colasi negli stampi, è ne-cessario mantenerlo agitato per evitare que-sto effetto quanto è possibile (V. Bronzo.)

Considerata sotto questo aspetto la li-quazione presenta inconvenienti in varieoperazioni dalle arti : ma si tragge profittocon vantaggio dalla differente fusibilità de-gli elementi di alcune leghe per produrnela separazione più o meno compiuta. Altempo della rivoluzione francese , quando,devastale le chiese, vennesi a fondere le