Liquori
Aceto di bergamotto. Si prendono 2 4 (bergamotti d’ ottima qualità, levasi loro lasottile corteccia , si getta questa in ottopiote di buon aceto, e vi si lascia in dige-stione per due o tre giorni ; si distilla inseguito a bagno-maria, fino a che se nesieno ottenute cinque pinte ; ed il liquoreriuscirà ben profumato.
Altra preparazione. Si prendono quat-tro once di olio essenziale di bergamotto,ed otto pinte di buon aceto ; si mesce e sidistilla a bagno-maria, molto lentamente,fino a che abbiansi ottenute cinque pinte,ed il liquore sarà grato come l’antece-dente.
Altra preparazione. Si prendono quattroonce di olio essenziale di bergamotto chesciolgonsi in una libbra circa di spiritodi vino, ed aggiungesi il preparato ad ottopinte d’ aceto bianco ; si tiene in infusio-ne la mescolanza per 24 ore, si feltra e siproce le come vedremo per 1 ’ aceto di la-vanda.
Aceto canforato. V. Vino (T. XIV•del Dizionario, pag. 307.)
Aceto di cedro. Si prendono otto on-ce di aceto distillato ed altrettanta acqua,due once di scorze di limoni levate difresco, e si mettono insieme in una stortadi vetro. Si adatta il recipiente, e si lasciail miscuglio in riposo per ventiquattroore, si distilla quindi l’acido fino a sec-chezza col mezzo di un fuoco lento.
Aceto colchico. V. Viso (T. XIV delDizionario, pag, 307.)
Aceto dentifricio. Si prendono dueonce di radice di piretro, due dramme dicannella fina, due dramme di garofani,due once di spirito di coclearia, quattroonce di liquore spiritoso acquoso vulne-rario rosso, dodici dramme di resina diguaiaco, e quattro libbre d’ aceto biancoSi pestano il piretro, la cannella ed i garo-fani, e si fa macerare il tutto per lo spaziodi otto giorni nell’aceto, indi si cola e siJSappi Dii Tecn. T XFUI.
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feltra. Si fa sciogliere separatamente la re-sina nel liquore spiritoso di coclearia; siaggiugne questo miscuglio all’ aceto pre-parato e feltrato ; il liquore s’intorbida, esi chiarifica col riposo. Per farne uso siprende questo liquore alla dose d’ un cuc-chiaio, si versa in un bicchiere d’ acqua,e si lavano con esso tutti i giorni i denti.Questo aceto conserva la bianchezza aidenti e li difende dal tarlo.
Aceto di dragoncello. V. Aceto e Vi-no (T. I, pag. 84 e T. XIV, pag. 307del Dizionario).
Aceto di j'ramhoe o di lampone. (V.gli articoli citati pel precedente )
Aceto di lavanda. Si prende una stor-ta di terra piuttosto glande, vi s’intro-duce una libbra di fiori di lavanda spogliatidei loro peduncoli, e vi si versa sopra tantodel migliore aceto, che galleggino in essoperfettamente. Si distilla fino a tre quarticirca dell’ aceto impiegato, e si getta ilresto che si ritrova nella storta. In questomodo si preparano parecchii liquori ace-tici con altre piante.
Altra preparazione. Non avendosi i fio-ri di lavanda, se ne prende 1 ’ olio essenzia-le. Si versano sei once di quest’ olio indodici pinte d’aceto;si distilla il preparatoin un limbicco a bagno-maria, fino a chese ne siano ottenute dieci pinte, e con-servasi il liquore ottenuto in vasi di vetrochiusi con turaccioli smerigliati.
Altra preparazione. Nel caso che non siabbia in pronto dell’ aceto distillato, vi sisostituisce dell’ aceto bianco che sia delpiù forte ; aggiungonsi a dodici pinte diaceto sei once d’olio essenziale di la-vanda, che sciogliesi in mezzo boccaledi spirito di vino. Allorché ne è avve-nuta la soluzione, lo si versa nell’ aceto esi agita ; lasciasi in infusione per 24 orecirca, si agita di nuovo, e si feltra percarta bibula, eseguendo qnesta operazionea più riprese. Nel caso che abbiasi a pre-46