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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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3Ga Liquori

parare grande quantità di quest’ aceto, sipuò valersi della calza, invece della carta,che sarà di buon uso, purché sia stata im-piegata solamente pegli aceti. E poi danotarsi che quantunque 1’ olio essenzia-le sia stato sciolto nell’ alcole, pure al-1’ unirlo coll’ aceto ne succederà la de-composizione , e 1’ olio tornerà semprealla superficie ; ma è da avvertirsi altresìche questa soluzione si eseguisce sempli-cemente per dare all’ aceto il gusto dellalavanda, che è tutto ciò che si ricerca.Ottenuto lo scopo, si leverà 1’ olio essen-ziale galleggiante per mezzo di una picco-la spugna o col cotone, e si porrà in ser-bo , essendo ancora buono ad impiegarsiper lo stesso uso, e per dare 1’ odore dilavanda. (Veggasi pure 1’ articolo Vino delDizionario, T. XIV, pag. 007.)

Acelo misto. V. Aceto ( T. T, pagi-na 84, del Dizionario).

Aceto mnsc/iiato. Preparasi come quel-lo ambrato con 4 dramme di muschio emezza dramma d’ ambra, operando colmezzo dell’ infusione o con la distillazione.

Aceto dei quattro ladri. Veggansi nelDizionario gli articoli Aceto , Profumieree Viso ( T. I, pag. 84 ; T. X, pag. 538e T. XIV, pag. So^).

Aceto di ramerino. Si prende una lib-bra di foglie secche di ramerino, su cui siversano dodici libbre d’ aceto il più forte,e si mettono in un fiasco chiuso, che silascia esposto al sole per un mese. Si versaquindi il tutto in una storta grande, e sidistillano tre quarte parti del liquore im-piegatosi.

Aceto rosato. Si prendono i bottoniancora chiusi delle rose spogliate dei lorocalici, e simili, e si fanno seccare in cas-sette all’ombra, ove si tengono copertecon carta. Si prende una libbra di questibottoni secchi di rose, si pongono in unfiasco di vetro, e vi si versano sopra ottofibbre di aceto lolle, indi si chiude il vaso.

Liquori

e si lascia esposto per venti giorni al sole,poi si spreme e colasi il liquido. Si pren-de un’ altra libbra di bottoni secchi dirose, vi si versa sopra 1’ aceto ottenuto, siespone di nuovo il fiasco per quattordicigiorni al sole, si spreme e si cola il liquido.L’ aceto di rose che si ottiene in tal guisasi feltra col mezzo di corta bibula, e siconserva in fiaschi chiusi.

Altra preparazione. Si prendono seilibbre di rose pallide ben fresche ed odo-rose, si pongono in infusione in dieci piri-te di aceto, si lascia esposto il preparatoin un vaso ben chiuso per quindici giornial sole ; indi si distilla a bagno-maria, finoa che se ne abbiano ottenute sei pinie.

Altra preparazione. Si prendono seilibbre di rose, come sopra, si mettono ininfusione nella stessa quantità d’ aceto, evi si lasciano per un mese ; scorso questotempo si passano attraverso un canovac-cio ; indi si feltra 1’ aceto. Questo li-quore ha l’inconveniente d’ essere colo-rito, ma la qualità ue è sempre buona.

Altra preparazione. Si prendono quat-tro libbre di rose damaschine, o sia mu-schiate (rosa moschaia , Linneo ) : si met-tono in infusione in sei pinte d’ aceto, sitengono, come sopra, esposte al sole, sipassa il tutto per canovaccio, indi si feltrae conserva in vasi ben chiusi.

Altra preparazione. Si prendono seipinte di aceto bianco, quello distillato es-sendo da preferirsi ; sciolgonsi in cinqueonce di alcole cinque o sei gocce d’ oliuessenziale di rosa ; si agita e si fa digeriread un dolce calore per due o tre giorni,agitando frequentemente nella giornata ; siversa la soluzione in sei pinte di aceto, siagita bene il tutto, si lascia in infusioneper tre o quattro giorni, scuotendo pari-mente, poi si feltra.

Mancando 1’ essenza di rose, li si im-piega nella stessa quantità e con lo stessametodo 1’ olio essenziale ili rodio (genista