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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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3 86 Litantrace

«ile se ne è estesamente parlato a quegli jarticoli, come pure all’ altro Combustibile ;tuttavia, seguendo il sistema che adottatoabbiamo in questa opera, aggiugneremoqui alcune osservazioni sopra quegli stessiargomenti, stimando meglio così fare cheomettere nulla di ciò che ne sembra im-portante. L’indice che daremo al fine del-1’ opera riparerà al leggero disordine deltrovarsi alcune materie in altri articoli chequelli dove a bella prima sembrerebbe-ro doversi cercare.

In qual modo ritengasi generalmenteavvenuta la formazione del Carbon fossileavemmo occasione di accennarlo a quel-l’articolo, non che a quello Lignite diquesto Supplimento (T. XVIII, pag. 6y),cd anche al principio del presente.

Quasi tutti i naturalisti si accordanonell’ assegnare al carbon fossile un’ originevegetale, solo discordando tra loro nel-la spiegazione del fatto. Certo è, e fuoridi qualunque quistione, che i banchi schi-stosi, i quali ricuoprono il carbon fossile,contengono impronte di piante od ancopiante in istato naturale ; che le parti le-gnose, le quali mostrano tuttora i caratteridell’organizzazione vegetale, sono cangiatein carbone perfettamente simile agli stratidi quello che ricuoprono ; che dopo averedistillati carboni fossili nei quali 1’ aspet-to legnoso era assolutamente celato dalbitume, il coke che ne risulta presentaspesso le evidentissime tracce degli stratiannui del legno che ha dato loro origine,la quale osservazione, fatta da Faujas,venne però messa in dubbio. Voigt lacon ragione osservare che bisogna pureammettere che i legni e le piante, le qualiformerebbero la base del carbon fossileabbiano dovuto subire una particolarealterazione nell’ epoca in cui galleggiavanoin seno ai mari ; che siensi ridotti inuna materia viscosa e forse fluida, la qua-le abbia potuto penetrare nelle più pic-

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cole tessure della roccia, e formare quellesottili e contorte venoline, delle qualinon si potrebbe altrimenti spiegare 1’ ori-gine, e che sono tuttavia comunissimenelle cave di carbon fossile. Faremo os-servare che queste venoline sono ordina-riamente più pure del rimanente dellostrato, e sarebbe possibile che solo conte-nessero la parte bituminosa che aveva im-pregnata il legno. E eziandio probabileche questi legni, i quali certamente forma-vano enormi foderi, soggiornando per lun-go tempo nelle acque marine, siensi ram-morbiditi e mesciuti alle materie animaliin putrefazione che hanno prodotto inparte il bitume e forse la totalità dell’ am-moniaca ritrovatavi dall’ analisi. Qui peròci arrestiamo, sul timore di entrare nellecontestazioni geologiche e di perderci contanti altri in azzardate spiegazioni ; ci con-tenteremo di rammentare, come tutto in-duca a credere che i carboni fossili dipen-dano da depositi di materie vegetali edanimali decomposte, e che tutte le circo-stanze del loro domicilio, unite ai prodottidell’ analisi, si accordano per avvalorarequesta opinione, che è quella più gene-ralmeute adottata.

Agli articoli Carbon fossile de) Dizio-nario e di questo Supplemento si è altresìparlato di que’ terreni, nei quali suole quel-la sostanza incontrarsi e degli indizii chene sogliono palesacela esistenza. Tuttaviacrediamo utile entrare in alcuni più estesiparticolari su tale proposito.

Il carbon fossile si trova in istrati, inanimassi, in masse, e raramente in filoni.Non appartiene iiidiiferentemente a tuttale epoche ; non se ne trova mai nei ter-reni primordiali, nè in quelli recentissimi,vale a dire che non ne esiste nei graniti,nè nei calcarii rozzi; ma, fra i terreni, lacui relativa antichità è intermedia fra 1*formazioni antiche e le recenti, molti vane sono che servono abitualmente di do-