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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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o sull’ allumina , agisce sulla magnesiadalla quale sono penetrale le rocce, eproduce del sale d’ epsom. Un latto de-gno di osservazione si è che vi sono al-cuni paesi di carbon fossile dove le rocceproducono dell’allume in una parte, men-tre nell’altra solo formasi il solfato di ma-gnesia, il qual fatto è stato osservato daDnhamel nel bacino di carbon fossile diSarrebruk : verso Dutw eiler, vi ha produ-zione di allume, e verso S. Imberto, visi forma il solfato di magnesia. Brardriferisce che il bacino di carbon fossiledella Yezère, dipartimento della Dordona,non produce esattamente che efforescenzemagnesiache, che il calcario superiore, lepsammiti, gli schisti, ed il carbon fossilemedesimo, coprendosi di queste specie diefilorescenze, e non mai di solfato di ferro.

Il calcario cristallizzato o semplicemen-te lamelloso penetra spesso il carbon fos-sile nelle più piccole fessure, lo che peròavviene ordinariamente negli strati supe-riori vicini alla superficie, od anco in pros-simità delle slogature e nel momento incui il combustibile prende una tinta bron-zina o si cuopre dei riflessi dell’ iride. Al-cune infiltrazioni gessose, che sono, secon-do Brard, molto posteriori alla forma-zione del carbon fossile,si mescono talvoltason le lamelle spaliche, ed eziandio con-tribuiscono a sgranare il carbon fossilequando viene esposto all’aria ed alla piog-gia. Questo combustibile, cosi alterato ecome disciolto, perde notabile parte del-la sua energia, e diviene bruno rossic-cio, lo che dipende da un miscuglio diossido di ferro proveniente dalla decom-posizione del solfato.

Il solfuro di piombo laminare si trovapure talvolta fra le sfoglie del carbon fossi-le. Il qual fatto, di somma rarità, era statosolamente osservato in Inghilterra ; ma èstato riconosciuto a Litry, presso Bayeux ,e Brard ha di recente osservato nelle ca-

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ve di carbon fossile della Dordona. Que-sto solfuro metallico vi si presenta sotto laforma di venoline di qualche linea di gros-sezza. e per lo più in velature tanto sottiliche si potrebbe considerarlo come unasemplice vernice. Brard crede che la suaazione sul carbon fossile sia assolutamen-te di nessuna importanza come quelladel mercurio solforato, del rame ossidato,dell’ argento nativo, dell’ oro nativo, del-1’ antimonio solforato, dello zinco solfo-urato e simili, che pur talvolta sono conesso associati.

Inoltre, benché sia fuor di dubbio cheuna proporzione opportuna di carbonio ebitume sia quella che forma la buona qua-lità del carbon fossile, tuttavia la quantità diqueste sostanze terrose viene notabilmentea nuocere perchè lasciando molte ceneriimpediscono l’accesso dell’aria e fanno chesvolgasi un calore più lento e più debole.Avrebbe luogo ancóra 1’ ostacolo nel casoin cui la massa del combustibile lasciassea dir vero poche ceneri, ma lo strato fossemesciuto con argilla o schisto. Questa cir-costanza può rendere affatto inservibilinegli ordinari fornelli alcuni carboni fossilia coke polveroso, i quali bruciando, lungidall’ incollarsi 1’ un 1’ altro in guisa daformare una massa rada e leggera, si cal-cano in guisa da intercettare all’ aria qua-lunque passaggio. La presenza di questematerie terrose non sembra soggetta a re-gola alcuna, ma varia molto e presentanotabili differenze anche nelle stesse loca-lità. Talvolta frappongonsi fra i pezzi ogli strati del combustibile dandogli unaspetto terroso e screpolato ; tal altra me-sconsi alla massa carboniosa alterandonetutte le qualità. In uno strato di carbonfossile quelle parli che trovansi a contattodella ganga del tetto e del fondo riesconole peggiori pel lavoro del ferro ; quindi èche i banchi sottili sovente passano allostato di schisto bituminoso. In uno strato