4<->4 Litantrace
Dice adunque il Fyfe primieramenteaver egli intrapresi parecchi esperimenticon 1’ unico scopo di indagare la facoltàdi vaporizzazione che posseggono diversicombustibili ed il loro inerito relativo perle macchine a vapore.
Le recenti esperienze di Despretz ten-dono a dimostrare che il calore sviluppa-to nella combustione è proporzionale allaquantità di ossigeno, cui questo corpo siunisce, e ne risulta che quando un chilo-gramma di ossigeno entra in combinazionecon qualsiasi corpo combustibile, il caloresviluppato basta per innalzare 2 8' lnl -,y5oppure in numeri rotondi aq' 1 " 1 - di acquada o, a 100 centigradi. Se adunque unodi carbonio si unisce a 2,66 di ossigeno,deesi conchiuderne che la combustione diesso porterà da o, a 100, 2, 6G X 29 ~77' 1 " 1 ', i4 di acqua ; ma dietro più esatteconsiderazioni Despretz fissa questo nu-mero a i 5 . Diedersi varii numeri per
indicare la quantità di calore che 1’ acquaassorbe per cangiarsi in vapore, ossia il ca-lore latente di questo ultimo. Molti sup-pongono che occorrano 5 , 5 volte più dicalore per ridur 1’ acqua in vapore cheper riscaldarla da o, a 100. Ne seguireb-be che il calore latente sarebbe di 55 ounità ; altri diminuirono questa cifra dimolto, e finalmente Despretz la fissò nonha molto a 53 o, in guisa che la quantità dicalore che 1’ acqua esigerebbe per passaredal ghiaccio fuso allo stato di vapore sa-rebbe eguivalenle a 100 -}- 53 o = 63 o dicalore. Un chilogramma di carbone, il qualeinnalzasse 78' hll ,i5 di acqua da o,a 100ridurrebbe in vapore i2 cl " L ,4o di acqua.D’ altra parte uno di idrogeno combinan-dosi con 8 di ossigeno, un chilogram-ma del primo di questi gas vaporizzerà37 ctll -,3o di acqua a zero, cioè 3 volte piùdel carbonio.
I combustibili, osserva Fyfe, sono com-posti di carbonio e di idrogeno, potendo
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considerarsi come di ninna influenza sullaproduzione del calore le altre sostanze chetanno parte della loro composizione, come1’ ossigeno, 1’ azoto ed alcune materie ter-rose e metalliche. Risulta adunque dalleprecedenti considerazioni che conoscendole proporzioni di carbonio e di idrogenocontenute in un combustibile dovrebbesipotere calcolare la sua facoltà evaporatriceteoricamente dalla quantità d’ossigeno ne-cessaria per trasformare questi corpi inacido carbonico ed acqua.
L’ analisi però delle materie d’ origineorganica usate come combustibili presentatali difficoltà e richiede una perizia che èassai rara nei pratici. Berthier, nel suo trat-tato dei saggi per via secca, propone unmetodo semplice per assicurarsi della quan-tità di ossigeno che esige la combustione.Questo metodo fondasi, come è noto, sulladecomposizione prodotta dalle materie in-fiammabili degli ossidi metallici, e partico-larmente del litargirio od ossido di piom-bo. Ora siccome il carbonio esige per lasua combustione compiuta 266 volle ilsuo peso di ossigeno, ed essendo il litar-girio un composto di 7,17 di ossigeno e92,83 di piombo, si vede che con questometodo una parte di carbonio dee tornar-ne allo stato metallico 84,66 di piombo;siccome uno di carbonio riduce in vapore1 2,4 o di acqua, ne segue che si avrà que-sto effetto da un combustibile, il qualeripristini 84,66 di piombo.
Partendo da questo risultamento del-1’ esperienza la quantità di piombo ripri-stinata sarà proporzionale alla facoltà eva-poratrice del combustibile , supponendoche questo bruci in modo perfetto ; ma sisa che vi è sempre una perdita notabilis-sima sulla forza calorifica teorica per laqualità del combustibile, pel modo di co-struzione del fornello, e specialmente perle correnti di aria necessarie ad alimentarela combustione. Riflette il Fyfe a tale