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impiegato nel corso di quella se nonse il combustibile che avevasi a riguarda-re siccome consumato. I saggi duraronosempre (la 8 a g ore ed in ciascuno diessi constimaronsi parecchi quintali.
CarboneJ'ossile scozzese. Questo car-bone proveniva da Middlerigg ed era dibuona qualità. La serie delle esperienzedurò a termine medio due ore, durante lequali consumaronsi in tre cariche 355chilogrammi di questo combustibile, e sievaporarono 2217 chilogrammi di acqua.L’ aria venne spinta nel focolare a tempe-rature che variarono da 120 0 a i 5 o° cen-tigradi, il residuo di ceneri fu di 2 5 cl " 1 -, 4 o;finalmente la pressione nella caldaia fu dii cl “ 1- ,544 al centimetro quadrato al diso-pra della pressione atmosferica, in guisache a questa pressione un chilogramina dicarbon fossile vaporizzò 6 c1 “ Ié ,2 45 di a-cqua, presa alla temperatura di 7 0 cen-tigradi.
Assoggettando all’ analisi questo com-bustibile lo si trovò composto di
Acqua. 7,5
Materie volatili .... 3 - 4,5
Carbonio fisso .... 5 o ,5
Ceneri . 7-5
100,0.
In un’ altra prova fatta con carbon fos-sile scozzese di provenienza diversa in al-tro focolare senza l’apparato ad aria caldae adattato alla caldaia di uua macchina avapore della forza di io cavalli, regolan-dosi del resto con le stesse precauzioni,si bruciarono in sette ore consecutive2 43 ' 1 ” 1 ' di combustibile e vaporizzaronsiin tutto 161 i' lnl - di acqua, cioè 6,654per ogni chilogramma di combustibile.Erasi somministrata 1’ acqua ad una tem-peratura pir'i alta, che fu a termine mediodi 76° centigradi, il che spiega probabil-
Litantrace
mente la maggior proporzione dell’ acqnaevaporata.
Secondo la prova col litargirio, fatta nelmodo suggerito da Berthier, la facoltà eva-poralrice del combustibile adoperatosiavrebbe dovuto essere di 9,480 ; la espe-rienza pratica invece non diede che 6,2 45cioè, non tenendo conto della leggeva dif-ferenza della temperatura dell’ acqua dao° a 7 0 ; si ebbe adunque una perdita di54,22 per 0/0 sul calore che avrebbepotuto svolgere il combustibile, suppo-nendo che si fosse consumato interamente,e che se ne avesse raccolto tutto il calore.Siccome tuttavia in questa prova vi fu unresiduo di 2 3 rln ’ ,4o di ceneri che ave-vasi a sottrarre dal peso del combustibi-le (a), ne segue che questo trovasi ridottoa 33 i cl "'-,6o, il che porterebbe l’evapo-razione a 6 C, "'.,685 e non darebbe più cheuna differenza di 2 cl "’',795, cioè una per-dila di 29,65 per 0/0.
Recherà certamente stupore il vedere sigrave perdita della facoltà calorifica delcombustibile, quantunque il fornello ado-perato si fosse perlèzionato quanto erapossibile e fosse stato riconosciuto stabili-to dietro i migliori principi!. I meccanicied ingegneri inglesi d’ altra parte dal com-plesso dell’ esperienza sono condotti adammettere in generale che occorrano inpratica 4-534 a 6,801 chilogrammi dicarbon fossile, secondo la sua qualità, eche ogni cavallo di forza esiga la riduzio-ne in vapore di 58 chilogrammi di acqua,vale a dire, che ciascun chilogramma dicombustibile ne evapori 6,20 di acqua,risultamento assai prossimo a quello datodall’ esperienza di Fyfe.
(a) Questa deduzione non ci sembra do-versi fare, imperocché le materie costituentile ceneri trovavansi anche nel combustibileanalizzalo col metodo di berthier e contri-I biuvano a scemare anche i risullamenti di|.| urlio. (G.**M.)