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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Litantrace

sto all’ aria assorbe costantemente del-l’umidità. La composizione del coke, qua-le il Fyf’e lo trovò nel commercio, Iti laseguente.

Umidità. 3,5

Materie infiammabili svolte dal

calore.G,5

Carbonio fisso . . . 81,0

Ceneri.9,0

100,0.

l’er conseguenza le materie gassose in-fiammabili nel carbon fossile e nel cokestavano nella proporzione di 5.4,5 a fi,5,mentre il carbonio fisso era 5o,i nel pri-mo e 81,0 nel secondo ; la proporzione«Ielle: ceneri era maggiore nel coke chenel carbon fossile, il quale ne diede sol-tanto 2,4 ; in conseguenza siccome 100di carbon fossile ne diedero 5a,5 di coke,così ioii di questo coke avrebbe dovutodare 4,5 di ceneri, mentre invece questaquantità giunse a g.

Nelle esperienze fatte dal Fyfe ad og-getto di assicurarsi della forza di vapo-tizzazione di questi combustibili fece egliuso del piccolo fornello con la caldaia inl'orma di tomba che gli aveva servito alleprecedenti esperienze ; l’acqua d’alimenta-zione veniva somministrata ad una tempe-ratura di 5°,56 centigradi, e la quantitàdell’acqua vaporizzala misuravasi median-te una staza esattamente graduata. La cal-daia .era aperta, sicché la vaporizzazionefacevasi sotto la pressione atmosferica,

Incominciò gli esperimenti dal coke, adoggetto che la superficie della caldaia espo-sta al fuoco restasse netta quanto era pos-sibile. In una esperienza continuata persette ore consumò 2 a' 1 " 1 ,4° di coke, ot-tenendo l’evaporazione di i66 cl " 1 ',5o diacqua presa a 5°,56, per conseguenzaogni chilogrammo di coke bruciato datoSupj/I. Dii. Tecn. I XI' III.

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. ne aveva 7,43 di vapore. In un’altra espe-rienza, condotta con ugual diligenza e peruno spazio di tempo quasi uguale, il ri-sultamento era stato a un di presso lostesso.

Fyfe osserva quindi che il coke conte-neva 81 per 0/0 di carbonio fisso ; che,dietro le esperienze di Despretz, un chilo-gramnia di carbonio dee evaporai e ia ch,l -,5di acqua a zero; che il numero di unità delcalore del vapore al di là di questo gradoè di 61 3 ; che l’ acqua da lui adoperataessendo a 5,56 ne seguiva che il gradodi calore da darsi al vapore non dovevaessere che 607,44 > che quindi quel cokenon aveva vaporizzato che 7 cl,ll ,35 inluogo di 7 ch,) ,44■ Supponendo che latemperatura dell’ acqua di alimeutaziouedella caldaia fosse stata a 0°, si ha la pro-porzione 100 : 12,3 : : 8i : 9,96 dallaquale si vede che questo coke, nel casoche tutto il suo carbonio fossesi consuma-to, e tutto il calore svoltosi fosse stato as-sorbito dall’ acqua della caldaia avrebbedovuto vaporizzare 9,96 di acqua. Nonavendo dato che 7,33 v’ebbe in conse-guenza una perdita di un 26 per 0/0.

In un’ esperienza fattasi col carbon fos-sile e che durò i 1 ore, la quantità di quelcombustibile consumatasi fu di 56 c 1,11 ,60e 1’ acqua evaporata di 207 01 " 1 -, cioè ognichilogramma di carbon fossile ne vaporiz-zò, 5,6 1 di acqua ; ma siccome 1’ acquadi alimentazione era a 5°,5 6 ne segueche se fosse stata a zero non avrebbesiavuto la vaporizzazione che di 5 cl,ll ’,56.

Dietro i risultamenli di queste esperien-ze medesime, evidentemente risulta che lafacoltà vaporizzatrica del coke è ben lungidall’ essere uguale a quella del carbonfossile, donde proviene, poiché ni tal casoavrebbe dovuto produrre un elicilo moltopiù considerevole. Si è di fatto stabilitoche nella caldaia e col lòrnello onde 11Fyfe si è servito, un chilogramma di quel5 2