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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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/\11 Litantbacp.

si fa giugnere nel ceneraio, piuttosto checon r uso «li un registro nel camino, ot-tiensi economia del combustibile, perchèuna maggiore quantità del calore prodottoviene assorbito dall’ acqua. In tal caso sa-crificasi 1’ economia del tempo, perchè sigenera meno calore all’ ora.

9. 0 All’ opposto con una combustionerapida, se questa è perfetta, producesi l’eco-nomia del tempo, generandosi più calo-re in un’ ora e producendosi per conse-guenza maggior quantità di vapore in untempo dato. In questo caso però sacrifi-casi 1’ economia del combustibile, perchèvi ha una maggior perdita per la più ele-vata temperatura dei prodotti della com-bustione che sfuggono per la canna delcamino.

io.° Questi fatti provano che 1 ’ econo-mia di vaporizzazione è di due sorta, l’unarelativa al tempo, 1’ altra al combustibile.L’ economia del tempo viene rappresen-tata dalla somma del lovoro fattosi o delvapore generatosi in un’ ora, come indicala colonna 9 ; quella del combustibile dalpeso dell’ acqua vaporizzata da ciascunchilogramma del carbon fossile, come indi-ca la colonna 1 o.

Dai risultamenti anzidetli il Williamsdedusse le conseguenze generali che se-guono : che quando voglia porsi alla pro-va una forma qualsiasi di fornello, unmodo di ammissione dell’ aria, o la qualitàdel combustibile, si dee lasciarsi guidaredalle quantità relative di calore che ven-nero generate ; mentre invece quando sivoglia provare 1’ efficacia di una forma dicaldaia qualsiasi, fa duopo indagare la quan-tità di calore che questa può togliere alfocolare e che si misura dal peso dell’ a-cqua vaporizzata. In tutte le prove è in-dispensabile di avere riguardo alla quantitàdi calore che sfugge pel camino. E inol-tre in siffatte esperienze necessario di avereun modo per vedere l’interno del foruel-

Litantbace

lo, a fine di osservare il colore ed i carat -teri della fiamma nei canali del fumo.

Siccome però, indipendentemente dallagiustezza di questi principii, le asserzionidell’ inventore lasciano sempre qualchedubbiezza in quanto si riferisce ai risulta-menti dei propri trovati, l’importanza deiquali gli appaio sovente maggiore che infatto noi sia, cosi riporteremo qui la rela-zione fatta da J. M. Parkes ai direttoridella compagnia della navigazione a vapo-re di Dublino sull’andamento e sugli effettidi un fornello costruito dietro i principiidel Wdliams, a quel modo cioè che ab-biamo rappresentato nella fig. 7 e 8 dellaTav. XXXIV delle Arti chimiche , ap-plicato alle caldaie dalle macchine a va-pore sulle barche

Le esperienze, che durarono varii giorni,fecersi sopra una caldaia lunga 4 "‘, 5 o, conuna grata larga o”',6o e lunga o m ,i 1, conun canale pel fumo lungo 12 metri dallagrata fino all’ imboccatura del camino eche presentava una superficie della caldaiaesposta al fuoco di circa 27 metri qua-drati. Il canale era cinto da ogni parte dapiccole cavità ripiene di acqua, come intutte le macchine solite delle barche, e lasezione della caldaia presentava quella for-ma che osservasi comunemente in tuttequelle delle grandi barche a vapore.

Ad oggetto di avere alcuni elementi pervalutare il merito del metodo impiegatoda Williams per infiammare i gas chesfuggono dal focolare, Parkes assicurassiprimieramente del peso dell’ acqua che lacaldaia era capace di ridurre in vaporenelle ordinarie « ircostanze del lavoro, va-le a dire quando ammetlevasi 1’ aria sol-tanto pel ceneraio ed attraverso la grata.Il fuoco venne regolato attentamente, eper tutto il giorno hruciossi tanto carbonfossile quanto potevasi consumare con lacorrente libera del camino. Usciva da que-sto continuamente del fumo, che variò