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volta, lungi dal produrre una economia dicombustibile,cagionando all’opposto un’au-mento di spesa per essersi consumata mag-gior copia di carbou fossile nello stessotempo per ridur in vapore una quantitàdata di acqua. Siccome è certo però che1’ effetto ottenutosi con un fornello deepotersi avere anche cogli altri quando sie-no convenientemente disposti, cosi inte-ressa grandemente di specificare le causeche in questi casi particolari poteronomandare a vuoto i fattisi tentativi.
Per iscoprire queste cause, duopo èprestare una speciale attenzione a tutte levarie circostanze che accompagnano l’azio-ne del vapore. Primieramente dappoichéil fornello è ridotto in buono stato, comin-ciando dal momento in cui si inietta ilvapore nel suo interno, il passaggio del-1’ aria nel ceneraio, e da questo attraversodel combustibile, cessa quasi interamente,purché l’aria venga ammessa per la porta.In vero può mantenersi la combustionechiudendo affatto il ceneraio, donde viene
Litantracedi effetto. Forse potrebbesi raggiugnere loscopo fino ad un certo punto diminuendo’ altezza del camino, ma è impossibile diraggiugnerlo pienamente in tal guisa. Perfar vedere tuttavia fino a qual punto possaabbassarsi il camino, Fyfe fece in essoun’ apertura al di sopra del punto dovevi sboccano i canali del fumo, ed intro-dusse ivi una piastra di ferro per intercet-tare interamente il passaggio nel camino aiprodotti della combustione che venivanoin tal guisa obbligati ad uscire per 1’ aper-tura. Con questa disposizione fece agireipetutamente il fornello e durante tuttoil tempo delle prove la combustione, e perconseguenza la vaporizzazione continuaro-no come prima, del che era facile del restoassicurarsi, poiché la macchina a vaporecontinuò ad agire quantunque non si In-cesse uso del camino.
Il metodo che meglio riuscì al Fyfeper moderare questa corrente consistè nelraffreddare i prodotti della combustionenel camino. Il mezzo da lui adoperato
la necessità assoluta di ammettere dell’aria a tal fine si fu quello di fare un’aper-per la porta del fornello od altrimenti, inguisa che sia a contatto col combustibilee con le materie gassose infiammabili chese ne svolgono. L’ avere trascurato questacircostanza impedì sovente al Fyfe di riu-scire, non solo quanto all’ economia delcombustibile, ma ancora quanto alla sop-pressione del fumo. La mancanza d’ ali-mentazione di aria permette alle materiegassose di sfuggire senza essersi compiuta-mente bruciate. Inoltre con l’introduzionedi aria la corrente si aumenta a tal segnoche quando il camino è alto diviene tan-to possente da trarre seco tutto il caloreprodotto dalla combustione che 1’ acqua
tura nella base del camino e di lasciar en-trare 1’ aria per questa, più o meno libe-ramente secondo i casi. La prima voltache ricorse a questo mezzo per opporsialla troppo rapida corrente prodotta dalvapore quando faceva uso del distributore,vide che appena ammettevasi l’aria freddadiveniva facile regolare il vapore, ed ilconsumo di combustibile era minore diprima.
Un’ altra circostanza da non trascurarsiè il modo di fare il fuoco ; è chiaro chese il vapore agisce in modo particolare perprodurre la combustione delle materiegassose del carbou fossile, questo deesi
non ha tempo di poter assorbire. Potreb-; gettare sul fuoco in tal guisa che queste
besi naturalmente supporre di arrestarequesta eccessiva corrente chiudendo ilregistro, come generalmente si pratica ;ma non si ha in tal caso che poco o nulla
materie vengano a svolgersi quanto piùvicino al distributore è possibile, dondeviene la necessità di spigliele innanzi ilcomlnistih'le in ignizione e di gettare il