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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Litanthace

nuovo earbon fossile di alimentazionequanto più vicino che si può a questodistributore, sicché le materie gassose svol-te dalla graduata carbonizzazione trovinsicondotte sotto 1’ azione del vapore e del-l’aria destinati a produrre la combustione.Quando non abbiasi a ciò la dovuta atten-zione il forno non isparisce, e meno ancoraha luogo l’economia del combustibile.

Avendo la conveniente attenzione a tut-te queste circostanze, vale a dire alla ma-niera di regolare il fuoco, alla ammissionedell’aria al dissopra dei combustibile ed alrallentamento della coricate, il Fylé credeche nella maggior parte dei casi avrebhersii risullamenti che si desiderano ; ma tutta-via ritiene che, in alcuni casi, e massimein quelli ove sia difficile regolare la cor-rente, non vi sarà forse economia, ma anziall’ opposto aumento di spesa.

Quanto alla forza elastica del vaporenecessaria perchè produca il suo effèttonel distributore Fyfe dice aver egli adope-rato pressioni che variarono da o l ' ll,1 ,2i6a 2' 1 " 1 ,520 per centimetro quadralo,aven-do sempre 1’ effetto della soppressione delfumo. Confessa poi non sapere con si-curezza fino a qual punto le dillerenzenella forza elastica del vapore influiscanosulla economia del combustibile, attesoche tutte le prove da lui falle con unacerta esattezza per valutare questa econo-mia ebbero luogo con vapore ad altapressione.

Alcuni opposero al Fyfe che (piandopure questo metodo sia vantaggioso, comeegli dice, per I’ economia del combustibilee per evitare la produzione del fumo, tut-tavia rimangono alcuni obbietti importanti,fra i quali specialmente quello della distru-zione delle spranghe della grata, attraver-so le quali l’aria non circola più e deiguasti che dee cagionare nella caldaia ilvapore che sfugge dal distributore. Quantoal primo di questi obbietti, usseri a il FyfeSuppl. Dii. Tecn. T. \f lll.

Litaxtiucp. ! { \i

che quando pur fosse reale la perdila daesso cagionala avrebbe abbondante com-penso nell’ economia del combustibile chesi otterrebbe ; ma che per quanto gli fudato verificare le spranghe non vengonopiù attaccate in questo caso che noi sienonegli altri, anzi lo sono meno,poiché sicco-me non passa che poco o nulla d’aria pelceneraio, il calore che si svolge su questespranghe e lungi dall’ essere così elevatocome quello che provano quando l’aria at-traversa con forza il combustibile (a).Quanto alla caldaia Fyfe esaminò e feceosservare da abili ingegneri e pratici quel-la con cui fece tutte le esperienze ondeabbiamo riferito i risultamenti, avendo aqueste servito moltissime volte in 18 me-si, senza che vi si potesse scorgere la piùlieve alterazione.

Abbiamo riferito con qualche estensio-ne queste osservazioni del Fyfe, perchè cisembrano della più alta importanza a sce-mare in qualche modo quell’ enorme inu-tile consumo di Combustibile che abbiamodeplorato a quella parola. Non occorrendoin tal caso un camino molto elevato sareb-be più fucile raccogliere tutto od in granparte il calore che sfugge dai fornelli tras -mettendolo a liquidi o ad altre sostanzedisposte gradatamente a decrescenti tem-perature. Non sarebbe di poco rilievo ezian-dio il tentare l’applicazione di questo spe-dante alle macchine locomotive ad oggettoprincipalmente di potervi abbruciare il cur-bon fossile nello stato suo naturale, invecedel cedro o della legna che attualmente vi

(«) A nostro credere la temperaturadelle spranghe sarà in tal caso veramentemollo più alla del solilo, poiché 1’ aria chegiuijne pel ceneraio e che mutasi di conti-mi" tende a raffreddarle, lo che non succedein tal caso. Quello che potrà forse aumen-tare la durala di queste spranghe sarà piut-tosto il trovarsi desse meno a contatto conf ossigeno.

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(Cr.'VM )