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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Quando 1# pietre sono molto grandi emolto grosse, la pressione che produce ilpeso di quella mobile non permettendodi farvi una grana sagliente, terminasi l’o-perazione con una piccola pietra, i cui orlisi sono diligentemente rotondati : forseavrebbesi un effetto migliore dando sem-pre 1’ ultima grana con una pietra leggeradopo ben drizzate le superficie. In alcunicasi può anche terminarsi la granitura asecco, mediante un macinello di vetro esabbia : si fa girare il macinello in modoche passi dappertutto ugualmente, a me-no che non abbiasi l’intenzione di ottene-re grane di finezza diversa sulla medesimapietra, per un ritratto o pei vari piani diun paesaggio ; ciò potrebbesi fare spe-cialmente nel caso in cui si volesse dareai primi piani la vigorìa di un intaglio,mediante una grana grossa, e rappresenta-re la trasparenza aerea del cielo con unagrana fina.

Jobard,stampatore litografo privilegiatodi Brusselles, conosciuto per molti perfe-zionamenti ed utili invenzioni, imaginò didare 1’ ultima grana alle pietre umettandola sabbia invece che con acqua pura conuna colla di amido assai chiara. Questometodo ha il vantaggio di conservare lasabbia ugualmente su tutta la superficiedella pietra, impedendole di allontanarsirapidamente fino dal primo giro che fa lapietra superiore. Bregeaut dice, aver pro-vato questo modo di granitura ed esserglisembrato consisterne il principale vantag-gio in una grandissima regolarità dellagrana. Egli stesso per altro raccomanda dilavare molto diligentemente in tal caso lepietre passandovi una spazzola per farneuscire dagli interstizi! tutto 1’ amido chevi fosse rimasto. Tudot dice, potersi dif-ficilmente togliere affatto questo amidoche frapponendosi fra la pietra e la mati-ta impedisce che questa si attacchi solida-mente, di modo che all’ alto della slampa

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può esservi levata interamente dal rotoloche vi stende l’inchiostro, esponendo cosii disegnatori a perdere tutto il lavoro fat-to sopra una pietra granita in tal guisa.Lo stesso Tudot osserva che se si adope-ra nel lavacro la spazzola per togliere lacolla, si .poliscono le cime delle scabrositàdella grana, togliendo loro quella ruvidez-za che è necessaria perchè la matita sisgranelli, sicché questa scorre invece sullapietra senza potervisi fissare. Suggeriscedi tentare, per compiere la grana, 1’ usodella sabbia onde servonsi i fonditori, laquale, contenendo un poco di argilla, da-rebbe forse lo stesso effetto della colla diamido, evitando gli inconvenienti di essa.

Ad eccezione' dei disegni a matita tuttigli altri che si fanno sulle pietre esigonoche la superficie, in luogo di essere gra-nita, sia liscia come quella del marmo,quindi le pietre anziché granirsi in talcaso si hanno a polire. Questa operazionesi eseguisce allo stesso modo della grani-tura, avendo cura però di ridurre la sab-bia più fina che sia possibile, e quando lepietre sembrano perfettamente liscie ed èdifficile scorgervi gli interstizi! della gra-na, lavasi con molta cura per evitare chenon rimanga verun grano di sabbia, e sicompie la politura con una pietra pomicetenera spianata a tal fine, e che si deescegliere d’ una tinta biancastra. Si fascorrere questa in linea retta, ora in unverso ora nell’ altro percorrendo successi-vamente tutte le parti della superficie. Sighigne altresì a polire le pietre con unlargo macinello di legno, impiegando pie-tra pomice pesta e stacciata assai fina, odanche carbone di legno egualmente pol-verizzato.

Dopo la granitura o la politura molloimporta di ben lavare diligentemente ed inmolta acqua le pietre, le quali si hanno[ioi a serbare guarentite dalla polvere co-perte di carta, evitando di toccare con le