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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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mani o con qualsiasi corpo menomamenteuntuoso la superficie su cui si dee dise-gnare.

Preparate in siffatto modo le pietre,esamineremo di quali sostanze e di qualiutensili si servano per disegnarvi i lito-grafi-

Per quanto sia grande la abilità di undisegnatore litografo, e la di lui franchez-za nel segnare le proprie idee sulla pietra,tutto il suo lavoro può essere perduto oper lo meno danneggiato ri’ assai dallanatura della matita onde si serve ; per-ciò da vari anni la Società d’incoraggia-mento di Parigi aveva proposto premiiper la fabbricazione di matite litografiche,e ricevette la comunicazione di parecchiericette, alcune delle quali presentaronobuonissime qualità. Quello per altro chevi è di male in tutte le preparazioni fino-ra indicatesi è una grande incertezza nellapreparazione, sicché non avvi alcun fab-bricatore, il quale possa guarentire con si-curezza della qualità di matite che egli ot-terrà, imperocché le sostanze destinate allapreparazione di queste matite vengonosempre riscaldate, e vi si appicca il fuocopiù volte senza che verun carattere preci-so indichi il punto conveniente quandole matite sono giunte alla qualità migliore.Sarebbe oggetto quindi di molto interessecercare un metodo affatto diverso da quelliseguiti finora, e nel quale si potesse far usodi materie prima ben caratterizzate e chenon occorresse di assoggettare ad altera-zioni col calore per ottenere matite dellevarie qualità volute degli artisti ; fino adora non sappiamo che ciò siasi fatto senon che da Lasteyrie, il quale disse, averepreparato matite con semplici miscugli.Non vi ha dubbio che anche saggi tentati acaso condussero talvolta nelle arti a metodinotabili pel modo come ottengono lo sco-po che si ha di mira ; ma sarebbe vera-mente straordinario che non si avesse

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altro mezzo per ottenere matite litografi-che se non che la alterazione pel calore,nella quale una menoma differenza pro-duce cangiamenti tali da mutare affatto lanatura del prodotto. Non si può adunqueabbastanza raccomandare a quelli cui stan-no a cuore i progressi della litografia dioccuparsi di ricerche in tale proposito ;poiché, quantunque gli abili litografi fab-brichino matite, delle quali gli artisti siservono dando a quelle dell’ uno la pre-ferenza su quelle dell’ altro, tuttavia diquando in quando, malgrado la grandeabitudine, ottengono un prodotto diversoda quello che si proponevano. Se alla al-terazione prodotta dal fuoco, cioè alla dif-ficoltà di dare alle matite sempre unostesso grado di cottura, aggiungami le va-riazioni che dipendono dalla qualità degliingredienti adoperati, sarà facile cono-scere per qual motivo trovimi così di rarodue matite della stessa qualità, neppurepresso i migliori fabbricatori.

Le matite litografiche devono soddisfa-re tutto insieme alle esigenze del disegna-tore e dello stampatore. Le qualità che ilprimo ricerca sono che sieno solide in mo-do da potersi fare con esse sulla pietratratti sottili senza che si rompano. Questequalità variano all’infinito per l’influenzache ha su di esse il modo speciale di faredel disegnatore, attesoché la matita che sa-rà buona per l’uno non potrà servire per1’ altro ; taluno fa il suo disegno con ma-no leggera e rapida, e gli abbisogna perciòuna matita tenera ; tal altro invece pre-me vieppiù sulla pietra e richiede unamatita più dura, e così discorrendo. Que-sta durezza delle matite dipende e dallacomposizione di esse e dal grado di cuo-citura che si dà loro. Lo stampatore esigeche le matite dieno segni, i quali restinosaldamente fissali alla pietra e cui l’in-chiostro da stampa facilmente aderisca.La fissazione dei segni della matita sull*