Livellare
C c (lei nonio, quaudo si applica la corre-zione per la temperatura dell'aria : di fatli,essendo la divisione della linea n p delcilindro (fig. 6), eseguita con punti cheesprimono tante decine, si potrà bensì por-re l’indice precisamente sopra un puntosegnato, il che avrebbe luogo quando lalinea Cc dei nonio corrispondesse esatta-mente ad una decina ; ma se si tratteràdi farlo corrispondere ad un punto in-termedio fra due punti segnati, la cosasarà difficile a riuscire : le differenze diposizione che si avrebbero in tal caso por-terebbero 1’ effetto, che le linee della cor-rezione arriverebbero, per la loro obbli-quità,alla punta delPindice prima o dopo,secondo che l’indice fosse più alto o piùbasso ; il movimento della scala sarebbemaggiore o minore del necessario, e quin-di maggiori o minori sarebbero le quantitàda essa espresse. Un tale errore è perfetta-mente distrutto usando dell’indice rappre-sentato nella fig. 4? da applicarsi nell’ attodella osservazione alla ghiera del barome-tro nel punto B. Un giro della vite f g loinnalza, o lo abbassa quanto porta lo spa-zio compreso fra una decina e 1’ altra dellalinea n p del cilindro : essendo poi divisala circonferenza della scanalatura g in die-ci parti, mediante l’indice /, si potrà di-videre lo spazio d’ una decina in qualun-que numero fra queste compreso.
Veggiamo ora col fatto a quanto ammon-terebbe il massimo errore d’ una opera-zione eseguita coll’ indice S, dividendocioè per sola approssimazione lo spaziocompreso da una decina. Sia da applicarsila correzione di ao gradi a 5o6 tese : in-vece di collocare 1’ indice S con tutta pre-cisione sul punto 5o6 sulla linea n p, siaposto in tale situazione che corrisponda in-vece al 5o2, ed un errore di quattro sa-rebbe il massimo che potrebbe occorrerenella collocazione dell’ indice. Ora la cor-rezione di ao gradi a 5o6 lese porterebbe
Livellare 5i
I’ aumento di 6o, G, e la correzione di20 , a 5o 2 sarebbe di sole 5o, 2 : si a-vrebbe nel primo caso l’indicazione 556,6,nel secondo 556, 2 ; ma la differenza diquattro decimi è più che trascurabile,quindi giova usare dell’indice S come piùsemplice e meno dispendioso dell’ altro.
La descrizione esatta di uno strumentoesige che si adduca tutto ciò che gli puòcagionare un’ apparente o reale imperfe-zione, e quindi che si tolgano possibil-mente tutti i difetti che possono prevedersinella sua costruzione. Nell’ avere citato idue errori suesposti, e proposto i mezziopportuni ad evitarli, crede il Bcrtoncellid’ aver esaurito pienamente tale assunto :ridette per altro, che 1’ errore dipendentedagli spazii differenti che segna la scala,percorrendo il cilindro spazii eguali, essen-do in più, può essere quasi totalmente di-strutto dall’ errore dipendente dalla col-locazione dell’ indice, potendo l’operatorecollocarlo avvertitamente in tal posizioneda produrre un errore in meno : ora acca-dendo due errori, l’uno in più e l’altro inmeno che vicendevolmente si elidono, il re-siduo sarà di così poca entità da non esi-gere nè una graduazione differente dellascala, nè una nuova linea sul cilindro, nèun indice di qualche complicazione, tantopiù che trattasi di una misura, in cui leminime differenze si possono trascurare (a).
(a) Siccome la esalta cognizione del pun-to in cui trovasi la linea Ct' del nonio nellanumerazione esine, che I* indice S del cilin-dro su posto sulla linea n p nel punto corri-spondente a quello della scala ipsogruficasegnato dalla linea C C. così in tal caso laesalta posizione dell'indice dipende da unaindicazione posteriore : è quindi impossibileche l’indice sia collocato al suo vero luog--.Ciò è verissimo; ma si noli per altro (diecollocando V indice per tre o quattro unitapiù allo, o p : u basso dal vero punto, e ladifferenza di posizione non potrebbe essermaggiore, in allora nella numerazione siavrebbe Perroie di quattro ceiitomdlesimidi lesa.