Locazione
tardo, non risulterebbe, elio dopo termi-nata la sua locazione, a darebbe quindi icontemplati vantaggi ad un altro.
Esaminando però le cose più da vici-no, e quali la riflessione unita all’ espe-rienza fa conoscere, che sono a devonoessere, si riconosce, che presso un grandepopolo incivilito l’agricoltura si trova me-glio, diretta al suo scopo quando vieneesercitata da fitta!noli.
In uno stato piccolo, ove il territorio,la popolazione, le arti, le scienze, il com-mercio circoscritti si trovano in limiti an-gusti, coltivando i proprietarii da loro me-desimi il proprio patrimonio, otterrebberoun profitto maggiore dei fittaiuoli; gode-rebbero d’ una sussistenza più agiata ; ela popolazione, che in tutti i paesi sta inproporzione dei mezzi di sussistenza, sitroverebbe relativamente aumentata.
Lo stesso non si può dire d’una grandenazione, ove coloro che non coltivano laterra sono in maggior numero dei coltiva-tori ; ivi conviene, che la coltivazione siapraticata iu grande, affinchè gli eccedentigrandi prodotti bastar possano, tanto alconsumo necessario pel vivere, quanto aibisogni di superfluità e d’ abitudine, chesono l’effetto ad un tempo e la causa dellaprosperità d’ uno stato ; i poderi diventa-no allora altrettante vere manifatture digrano, eh’ esercitate essere non possono senon dalla classe robusta d’uomini dedicatied addestrati al lavoro dei campi. Sonoqueste quelle grandi manifatture, che som-ministrar debbono tutte le derrate di sus-sistenza e di fabbricazione alle altre tantee tanto moltiplicate classi degli uominioccupati nelle funzioni e nelle professioninecessarie allo stato sociale, nel governo,nell’ amministrazione delle finanze, nellagiustizia, nella polizia, nella guerra, nellanavigazione, nel commercio, nelle fabbri-che, nelle arti, nei mestieri, nelle lettere,pelle scienze, nell’istruzione pubblica, nel
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culto religioso, tutte cose che danno lavita e 1’ azione al corpo politico, senza lequali 1’ agricoltura non potrebbe eserci-tarsi, o non sarebbe stata nemmeno inven-tata, ma che inconciliabili sarebbero poianche con i grossolani e continui lavoridella terra.
Desiderabile sarebbe senza alcun dub-bio, che i proprietari istruiti fossero ba-stantemente dei fenomeni della vegeta-zione e dei metodi agrari!, per poterviprendere un sensato interesse, per esserein istato di ragionare col loro fittaiunio,di dare ordini all’ amministratore, senzaesporsi alle loro beffe, per conoscere lediverse pratiche d’ un’ azienda rurale, edacquistare per la classe dei villici la stimadovuta alla prima di tutte le arti. Con-viene egualmente, che i dotti, i natura-listi osservino la natura sotto queste me-desime relazioni, e facciano replicate espe-rienze, per dedurne principi! generali, iquali, pubblicati e messi alla portata ditutti, abilitino i coltivatori a farne uso,quando la successione del tempo ne avràloro dimostrato 1’ economica utilità ; im-perciocché, siccome v’ è una grande di-stanza fra la teoria e la pratica, ed i ri-sultamenti vantaggiosi di tali esperienzefatte da uomini capaci di sacrificarvi deldenaro, superati sono spesso da quelloche hanno costato, quei coltivatori così,che obbligati di pagare un affitto, e d’in-contrare giornalmente gravi spese, non'hanno denaro disponibile per ^spenderloalla ventura, non considerano mai i nuo-vi metodi agrari!, che dal lato del lorointeresse pecuniario e presente, e le adot-tano solo quando vedono che vi si trovaquesto interesse.
Presso un grande popolo esistono sem-pre molti grandi proprietarii, che posseg-gono in differenti paesi fondi considerabili,in ciascuno dei quali vi sono spesso piùfittaiuoli. Ciò dee necessariamente succe-