Longevità
Un altro mezzo di conoscere 1’ età deglialberi esogeni, che venne proposto dal De-candolle, consiste nel cercare vecchi indi-vidui, di cui sia conosciuta 1’ età, misurar-ne la circonferenza, dedurne da questail loro medio accrescimento, per servirsenea calcolar l’età di altri individui della stes-sa specie, rammentandosi che, salvo lecircostanze locali, la media presa su di unalbero più giovane, dà sempre un risulta-melo troppo grande per l’accrescimento,o troppo debole per 1’ età dei vecchi al-beri. Dalla misura della circonferenza deltronco a diversi tempi si può dedurne1’ accrescimento annuo del diametro di unalbero, e con una regola di proporzionesi può trovarne 1’ età, salvo 1’ errore cherisulta dall’ accrescimento più rapido neltempo della sua giovinezza. Misurando ildiametro ad un’ altezza di circa cinquepiedi da terra, e praticando al medesimopunto circolarmente un’ intaccatura percontare un certo numero di giri concen-trici : o meglio due sole intaccature par-ziali, ma in senso opposto l’uria all’altra, eprendendone la media risultante, Fr. G.Otto ha stabilito alcuni dati, coll’ appoggiodei quali propose alcune formule alge-briche che servono a trovare mollo ap-prossimativamente l’età rispettiva degli al-beri. Questo metodo è applicabile all’artedel boscaiuolo.
Tuttociò è relativo a piante arboree, enon è anche molto ; ma meno sappiamodelle piante rizocarpiche, le quali ognianno si vedono ripullulare senza che siconosca 1’ età dei rizomi loro, che puresono di lunga durata, e senza aver dati dapoterne calcolare il tempo, o memorie sto-riche che ce lo additino.
Fin qui delle piante perenni esogeneo dicotiledoni. Per le endogene le condi-zioni a far lunga la durata della vita loro,sono diverse; cosicché non sembrano de-stinate ad una grande longevità, come le
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dicotiledoni caulocarpiche. Le fibre antichesono poste alla circonferenza, e quelle chesi formano di nuovo sono nella parte cen-trale; dalla qual disposizione potrebbe av-venire ad un certo periodo della vita di taliendogene, che il tronco, il quale non puòcrescere in diametro, venga talmente a so-lidificarsi da rendere obliterato l’internotessuto, e cosi produrre la morte dellapianta, nel modo che per vecchiaia ac-cade negli animali. Ma qualora avvengaquesto indurimento, il quale sembra forseuna delle cause principali che le palmedel cocco, quando son molto vecchie, dan-no fruita più piccole come osservò illlumfio, pure è un caso raro, e la piantaendogena perisce piuttosto per altre circo-stanze estranee, e perito il rampollo prin-cipale, dal colletto della sua radice altrirampolli si sviluppano che ranno a ripa-rare la perdita del primo, e cosi la vita diquesti individui monocotiledoni si pro-lunga.
Per determinare 1’ età di questa qualitàdi piante monocotiledoni o endogene, vi èpiù difficoltà che per le esogene o dicoti-ledoni, giacché non vi sono le zone con-centriche come in queste ultime, e le zonelasciate dalla caduta delle foglie nel iron-co, non sono visibili abbastanza, e quandoanche lo fossero, per {stabilire il numerodegli anni da queste zone, bisognerebbesapere quante foglie all’ anno getta 1’ unaod un’altra specie di endogene. Questadifficoltà, e il non avere dati o memoriestoriche certe sulla vita di tali piante,quasi tutte delle regioni intertropicali, cirendono alquanto incerti a stabilirne ladurata della vita. La loro altezza puòsola somministrare qualche dato, calco-lando secondo le risultanze dell’ accre-scimento di due palme riferito dal De-candolle, che cioè le piante endogene cre-scono sei pollici per anno.
La palma dei datteri, secondo ciò che