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Lotto
grandiosissima in occasione del matrimoniodi mia sua figlia. Si stabilirono nel grandesalone di Marly quattro botteghe pienedi tutto quello thè 1’ industria degli ope-rai di Parigi produceva allora di più ric-co, di più elegante, di piu ricercato. Icavalieri e la dame, destinali ad accompa-gnare la sposa nel suo viaggio, traevano asorte da un’ urna i biglietti ai quali corri-spondevano gli oggetti preziosi di cuiquelle botteghe erano fornite. Quella festariusci certamente piacevole e di buongusto, e non a torto pretende Voltaire che superiore losse in tal genere a quel-le dei romani imperatori.
Quanto al lotto propriamente detto,anche i Francesi accordano che quel giuo-co fu loro portato dall 5 Italia , e dicononon essere stato ammesso in Francia senon verso il principio del XVI secolo,benché forse vi si fossero stabilite da pri-ma alcune lotterie private. Dusaulx, nelsuo libro della Passione del giuoco daitempi antichi fino ai giorni nostri, citauno dei primi decreti promulgati dal Con-siglio di Stato in favore delle lotterie, ecurioso è il modo in cui nel preambolo diquell’ editto si fa parlare il re. « S. M., di-cesi, avendo osservala l’inclinazione natu-rale della maggior parte dei suoi sudditi asacrificare del danaro alle lotterie privale,c bramando di procurar loro un mezzopiacevole e comodo di formarsi una ren-dita sicura e considerabile pel rimanentedella loro vita ed anche di arricchire le lo-ro famiglie confidando il loro danaro allasorte, giudicò opportuno di stabilire nelpalazzo della città di Parigi una lotteriareale di 10,000,000, ecc. » Sembra che inquesta specie di lotto si accordassero aivincitori rendite perpetue, anzi che som-me, come si fa al presente ; ma non si ac-cenna nè pure la data di questo editto.
Il primo lotto pubblico e le prime pub-bliche iotterie, si stabilirono nella Francia
Lotto
sotto il ministero del cardinale Mazzarino^e sotto il regno di Luigi XV si moltipli-carono in modo fino allora inaudito. NelMercurio di Francia dell’anno 1779 sidice, che la frenesia del giuoco, la qualefino a quel tempo non era stata se nonche un vizio dei privati, divenne ad untratto un vizio del governo ; il vocabolodi giuoco non conserv ò adunque più ilprimitivo suo significato, ma diventò unoggetto di speculazione ed un grande af-fare dello Stalo. Quel giuoco, è una spe-cie di idolo che ha i suoi templi, i suoisacerdoti, i suoi adoratori, i suoi giorni disolennità e d’ allegrezza ; si annunziano isuoi lavori con lo strèpilo degli strumentimusicali, e si coronano talora di ghirlandei quadri in cui sono i suoi oracoli, cioè ibiglietti vincitori che si adornano ancoratutti all’ intorno di nastri e di tappezze-rie ; si vendono pubblicamente nelle stra-de e nelle piazze mille speranze 5 dap-pertutto risuona la voce degli araldi diquel giuoco, e non mancano alcuni chevarii lacci tendono alla pubblica creduli-tà. Fra questi possono annoverarsi gliinterpreti dei sogni, i facitori di cabale, egli autori o editori dei cosi delti libri delI0H0 , nei quali si fa una capricciosa ap-plicazione dei numeri agli oggetti che sisono presentati in sogno.
In Francia una lotteria eresi stabilitacon decreto del Consiglio di Stato del1754 in favore della casa di ricovero de-gli orfanelli; nel 1762 altra se n’ eraistituita con decreto dello stesso Consiglioin favore del Monte di pietà , e ([nella sol-tanto della scuola militare introdotta nel1758, si dice modellata sul giuoco dellotto che era stato inventato dai Genovesi.Questa però, come [iure le lotterie dellacittà di Parigi , furono soppresse con de-creto del consiglio medesimo dell’ anno1776, poi si creò ini nuovo lotto sotto ilnome di lotteria reale di Francia , della