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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Luce

b*ro come tanti proiettili slanciati conVivacità prodigiosa, poiché, a cagione d’e-sempio, quelli che ci giungono dal solesarebbero usciti da questo astro soltanto8' i3" prima, vale a dire avrebbero inquesto intervallo attraversato i 4° milionidi leghe che ci separano dal sole. La di-versità dei colori risulterebbe da differentivelocità ; la riflessione sarebbe analoga aquella dei corpi elastici, e la rifrazionesupporrebbe che i corpi diafani lasciasserofra le loro molecule spazii grandi abba-stanza, perchè le molecule luminose lipotessero attraversare liberamente, ed inol-tre che le molecule ponderabili esercitas-sero su di esse una forza attrattiva checombinandosi con le velocità loro produ-cesse le deviazioni che vi si osservano.

Si oppose che se questa teoria fossevera, il sole dovrebbe continuamente per-dere della sua massa, mentre invece nonsi osserva diminuzione alcuna apparentein questo astro. Non è impossibile peròche la massa del sole diminuisca per laluce che emana da esso senza che questaperdita ci risulti sensibile, attesa la brevitàdel tempo cui possono estendersi le no-stre osservazioni. Quello perù che rendepoco verisimile, questa diminuzione si è ilvedere che la massa dei corpi i quali sem-brano assorbire i raggi solari che vi cado-no sopra, non si aumenta menomamente,donde si potrebbe dedurre che la luce, sepur fosse l’effetto di una emissione, potes-se sotto altra forma ritornarsene al sole.In tale ipotesi converrebbe supporre cheavvenisse l’istesso dei raggi solari che ca-dono anche sugli altri pianeti, la quantitàdei quali è infinitamente maggiore di quél-fa che gìugne al nostro universo.

Questo sistema della emissione in gene-rale è più facile u comprendersi e spiegaperfettamente la maggiore parte dei ièno-rneni ; ma è insudiciente per alcuni altriche non possono ridursi a teoria se nonSuppl. Di ». Tccn. T. XJX.

Luce ìai

che col sistema delle ondulazioni. Di talclasse sono principalmente i fenomeni dellaInterferenza ( V. questa parola ) per cuitalora due raggi luminosi si distruggononel riunirsi, sicché non producono cheombra.

Cartesio il primo imaginò il sistemadelle ondulazioni : suppose la luce essereun etere sottile sparso in tutto 1’ universola cui presenza non si manifesta che quan-do viene fatto vibrare ; stabili che questomovimento gli venisse comunicato dai cor-pi luminosi, e si trasmettesse di moleculain molecula, a quella stessa maniera comesi vede il suono prodotto da un corpo vi-brante propagarsi nel mezzo dell’atmosfe-ra eccitandovi una serie di ondulazioni.Cartesio voleva che le molecule di questoetere fossero inflessibili c contigue. Eule-ro, che adottò il sistema di Cartesio , lomodificò e cercò di mostrare all’oppostoche queste molecule dovevano essere moltoelastiche e separate da intervalli. Newtonaveva rovesciato il sistema di Cartesio , esembrava avere dato il carattere dell’ in-fallibilità a quello dell’ emissione ; ma inappresso gli studii di Young, di Arago equelli di Fresnel principalmente, tornaro-no in appoggio del sistema delle ondu-lazioni, e quello della emissione sembrairrevocabilmente distrutto.

Il sistema delle ondulazioni spiega conrigorosa esattezza quasi tutte le circostan-ze che accompagnano i fenomeni luminosi,ma è più astratto di quello dell’ emissionee per essere inteso perfettamente esige co-gnizioni matematiche molto estese. Cer-cheremo tuttavia di darne una idea.

In tale ipotesi la luce è analoga alsuono, in questo senso almeno che il suo-no è un movimento di vibrazione nell’ariaod in generale nella materia ponderabile,mentre invece la luce è un movimento divibrazione nella sostanza eterea, e comeavvi materia dovunque propagasi il suono,16