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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Luce

forza la corda ; i movimenti oscillatori! diquesta divengono più o meno ampii, senzaperò cbe il numero di essi si accresca oscemi, pel che la natura del suono nonvaria. Lo stesso è pur della luce, e bisognaevitare di confondere la ampiezza delleoscillazioni col numero di esse in un tem-po determinato : quando si parla dellavelocità della luce, intendesi della pron-tezza con cui il movimento di ondulazionecomunicasi nell’ etere da uno strato all’al-tro, e questa velocità di propagazione èindipendente affatto dalla intensità delle vi-brazioni : perciò una luce debole propagasiin pari tempo che quella più forte, seguen-do in ciò le stesse leggi del suono.

1 principii della teorica delle ondula-zioni si riducono quindi ai due seguenti :

1, ° Avvi in tutto lo spazio ed anche frale molecule dei corpi un fluido eminente-mente elastico cui si dà il nome di etere.La sua condizione statica dipende dallaripulsione che esercita sopra se stesso edalle azioni che vi producono gli atomipesanti. A cagione di queste forze 1’ etereè sparso uniformemente in ogni spaziovuoto di materia ponderabile, la sua den-sità è costante e la sua elasticità uguale inogni verso. In uno spazio occupato da uncorpo solido, liquido o gassoso, 1’ eterepuò avere una densità maggiore o minoreche nel vuoto, e la sua elasticità segue lestesse variazioni di quella dei corpi pon-derabili, vale a dire, è costante nei gas,nei liquidi e nei solidi omogenei non cri-stallizzati, ma varia con la direzione neicristalli la cui forma primitiva non è unpoliedro regolare.

2 . ° I corpi luminosi vibrano come icorpi sonori, ma con rapidità molto mag-giore. Le vibrazioni delle loro particelleeomunicansi all’ etere, propagansi in que-sto fluido formandovi onde che dannoorigine alla sensazione della luce. Vibrazio-ni più o meno rapide ed onde lumino-

Lcce

se più o meno grandi formano la sen-sazione dei diversi colori. All’ articolo In-terferenza. abbiamo veduto come quel(fenomeno, osservato dal Grimaldi fino daliG65, trovi nel sistema delle onde unafacile spiegazione.

Non per questo è da credersi che ancheil sistema delle ondulazioni non incontrialcuni fenomeni dei quali difficilmente puòrender conto, e tali sono quelli chimi-ci principalmente i quali trovano spiega-zione più facile nell’ altro sistema dellaemissione. Inoltre non si comprende, os-serva Berzelio, perchè il moto che generala luce, una volta eccitato nell’etere possaarrestarsi senza il concorso di una lbrzacontraria che lo distrugga. E pure vedia-mo che può cessare istantaneamente senzache i corpi opachi vi proiettino ombre chelo distruggano, 1’ effetto di queste ombreessendo quello piuttosto che l’etere postodietro ai corpi resta in riposo. Se la pre-senza materiale dei corpi non è la solaforza che operi in senso contrario dell’ e-tere luminoso per ridurlo allo" stato didi quiete, la forza che produce questo ef-fetto deesi supporre analoga a quella dellainerzia dei corpi ponderabili, ed in conse-guenza l’etere dee opporre una resistenzaai corpi che cercano di penetrarlo. Se ciòfosse la velocità dei pianeti dovrebbed’ anno in anno scemare per questa resi-stenza, il che è affatto contrario all’ osser-vazione ed anche alla verisimiglianza. Que-sta obbiezione però sembraci di poco va-lore, bastando per toglierla il supporre ipianeti animati di forza sufficiente a vince-re (juesta resistenza, e di una velocità dive-nuta costante allorquando appunto questaresistenza giunse a far equilibrio alla forzaimpellente.

La grande analogia che vi ha fra i feno-meni della luce e quelli del calorico ra-diante, fanno presumere che derivino dallo; stesso agente. In vero quando i raggi solari